CUBA: LA MOGLIE DI UN DISSIDENTE IN CARCERE, LA BATTAGLIA DI NOI 'DONNE IN BIANCO' (2)
CUBA: LA MOGLIE DI UN DISSIDENTE IN CARCERE, LA BATTAGLIA DI NOI 'DONNE IN BIANCO' (2)
'MIO MARITO RIFIUTA LA LIBERAZIONE PER MOTIVI DI SALUTE'

(Adnkronos)- “Gli stranieri -sottolinea Berta Soler Fernandez- tendono ad attribuire questi rilasci alle pressioni dall’estero (di Stati Uniti o Unione europea) o ad un bel gesto di Fidel Castro nei riguardi del premier spagnolo. Qui a Cuba siamo convinti, semplicemente, che non sarebbe bello che prigionieri politici morissero in prigione; cosi’ a sette detenuti ammalati (a ad altri sette in precedenza) e’ stato permesso di finire di scontare la pena detentiva a casa”.

Quando ci sono state le prime liberazioni, racconta la donna “alcune mogli di detenuti politici speravano che anche i loro mariti sarebbero stati giudicati ammalati e quindi rilasciati. Non io -scrive la donna al ‘Washington Post’- Moya mi aveva detto che non vuole essere liberato ‘per ragioni di salute’, dal momento che lui non merita affatto il carcere. Questo puo’ voler dire che Luis Angel e Lienys non avranno un padre per molti anni a venire, ma io sono fiera di come la pensa Moya”. (segue)

(Ses-Pag/Col/Adnkronos)