CUBA: LA MOGLIE DI UN DISSIDENTE IN CARCERE, LA BATTAGLIA DI NOI 'DONNE IN BIANCO' (3)
CUBA: LA MOGLIE DI UN DISSIDENTE IN CARCERE, LA BATTAGLIA DI NOI 'DONNE IN BIANCO' (3)

(Adnkronos) Suo marito Angel Moya Acosta, un tecnico che guadagnava 135 pesos al mese (pari agli attuali 3,79 euro) e’ stato arrestato quattro volte dal 1999. Due volte e’ andato in prigione per aver celebrato l’anniversario dei Diritti umani, una volta per aver distribuito copie della Dichiarazione dei diritti umani, sottoscritta anche dal regime di Castro. Berta Soler Fernandez racconta infine al ‘Washington Post’ le sue battaglie da moglie di dissidente politico, sul fronte privato e su quello pubblico.

“Mi sono rifiutata -scrive- di spogliarmi davanti ai secondini prima della visita a mio marito nel carcere di Holguin. Mi hanno negato la visita coniugale, ma in un messaggio che Moya mi ha mandato dopo diceva che era fiero di me”. Pubblicamente, invece, la donna ha organizzato una disobbedienza civile per arrivare a far operare suo marito per un’ernia del disco. Insieme ad altri amici e parenti “ci siamo accampati per 41 ore in piazza della Rivoluzione -racconta la donna- e alle tre del mattino sono arrivati dozzine di agenti in abiti civili, ci hanno caricato in macchia e ci hanno portato via”. Ma la Soler Fernandez e’ riuscita a raggiungere il suo obiettivo, perche’ il marito e’ stato ricoverato in ospedale e operato.

(Ses-Pag/Col/Adnkronos)