CUBA: LA MOGLIE DI UN DISSIDENTE IN CARCERE, LA BATTAGLIA DI NOI 'DONNE IN BIANCO'
CUBA: LA MOGLIE DI UN DISSIDENTE IN CARCERE, LA BATTAGLIA DI NOI 'DONNE IN BIANCO'
INTERVENTO SU 'WASHINGTON POST', OPPOSITORI RILASCIATI SOLO PERCHE' MALATI

L’Avana, 8 mar. (Adnkronos)- “Ogni domenica a l’Avana dopo la Messa, tutte vestite di bianco, camminiamo pacificamente in gruppo su e giu’ per la strada principale. A volte cogliamo un gesto di solidarieta’ da chi passa in macchina e ci conosce come le ‘donne in bianco’, ma subiamo sempre le intimidazioni dei poliziotti”. Lo racconta al quotidiano americano ‘Washington Post’ Berta Soler Fernandez, moglie del dissidente cubano Angel Moya Acosta, condannato a 20 anni di carcere con il giro di vite del regime che nella primavera del 2003 ha arrestato 75 persone.

Quando di recente sono stati rilasciati sette prigionieri politici, ricorda la donna che e’ tecnico di laboratorio di microbiologia, “alcune di noi, mogli di dissidenti in carcere, sono state chiamate al telefono dall’estero, da persone che si rallegravano per queste ‘liberazioni’ e per la migliorata situazione dei diritti umani a Cuba; ma queste -sottolinea- non erano liberazioni; il regime ha semplicemente rilasciato pochi uomini ammalati”. (segue)

(Ses-Pag/Col/Adnkronos)