IMMIGRATI: CGIL, ANCORA DISCRIMINATI I 3 MLN LAVORATORI STRANIERI
IMMIGRATI: CGIL, ANCORA DISCRIMINATI I 3 MLN LAVORATORI STRANIERI
A ROMA TERZA CONFERENZA NAZIONALE IMMIGRAZIONE

Roma, 17 mag. - (Adnkronos/Labitalia) - In Italia risiedono oggi circa 3 milioni di persone immigrate da 191 Paesi del mondo. Una presenza aumentata di 30 volte dal 1970 a oggi. Gli stranieri sono l'8% dell'intera forza lavoro e in alcuni settori questa percentuale sale esponenzialmente (12% nel manifatturiero, 15% in agricoltura, 20% edilizia e 80% nel lavoro domestico e di assistenza familiare). Tuttavia, gli immigrati vanno ancora incontro a discriminazioni sui luoghi di lavoro. Solo il 35%, infatti, ha potuto sperimentare miglioramenti nell'inquadramento professionale. La condizione piu' penalizzante tocca alle donne immigrate, che subiscono una doppia discriminazione: dal datore di lavoro (54% contro il 28% degli uomini) e da parte dei colleghi immigrati (51% contro il 40% degli uomini).

Anche nel sindacato gli immigrati fanno fatica a fare carriera. Alla Cgil sono iscritti 170 mila lavoratori stranieri (circa il 7-8% del totale degli iscritti), ma i delegati nelle Rsu sono solo 1.300 e i dirigenti 170. E' questo, in sintesi quanto emerso durante la prima giornata della 'Terza Conferenza nazionale dell'Immigrazione' della Cgil, in corso oggi e domani al Palalottomatica di Roma. Durante i lavori, e' stato presentato il terzo rapporto dell'Ires-Cgil su 'Immigrazione e sindacato - Lavoro discriminazione e rappresentanza', illustrato da Agostino Megale, presidente dell'Ires, Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil, e Piero Soldini, responsabile per le Politiche dell'immigrazione della Cgil. (segue)

(Lab/Zn/Adnkronos)