UE: PIL PRO-CAPITE INFERIORE A 75% MEDIA PER UN QUARTO POPOLAZIONE
UE: PIL PRO-CAPITE INFERIORE A 75% MEDIA PER UN QUARTO POPOLAZIONE
PRESENTATO RAPPORTO SU COESIONE E STATO REGIONI

Bruxelles, 17 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Restano significative le differenze sociali ed economiche tra le regioni dell'Unione europea allargata. Nel 2002, infatti, il Pil pro-capite oscillava da un livello pari al 189%, rispetto alla media della Ue a 25, nelle dieci regioni piu' ricche ad appena il 36% nelle dieci piu' povere. E' quanto emerge dal terzo rapporto sulla coesione, che descrive lo stato delle regioni nella Ue in termini di reddito, occupazione e produttivita', presentato dal commissario europeo per le politiche regionali, Danuta Hubner. Oltre un quarto della popolazione europea, in 64 regioni, evidenzia un Pil pro-capite inferiore al 75% della media. Un dato che, negli Stati dell'allargamento, riguarda il 90% della popolazione, ad eccezione delle regioni di Praga, Bratislava, Budapest, Cipro e Slovenia.

Se si considera, invece, la Ue dei Quindici, il valore scende al 13% della popolazione e le regioni a basso reddito sono concentrate in Portogallo e nelle aree meridionali di Italia, Spagna e Gracia, oltre ai Lander orientali della Germania. Inoltre, la crescita e' piu' sostenuta proprio nelle regioni piu' povere dei nuovi Stati membri della Ue. Le priorita' di spesa nelle politiche di coesione, poi, sembrano favorire gli obiettivi della Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione quando sono presi in considerazione investimenti in trasporti ed energia. (segue)

(Lab/Rs/Adnkronos)