NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - L'INTERNO (2)
NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - L'INTERNO (2)

Roma. A sette giorni dal voto referendario sulla fecondazione assistita le forze politiche si apprestano a ricalcare lo schema trasversale che ha caratterizzato il voto in Parlamento sulla legge 40. Una trasversalita’ che ha creato, di fatto, un solco tra cattolici e laici. Il 12 e 13 giugno prossimo, quindi, lo scontro si ripetera’. E non coinvolgera’ solo il ‘si’’ e il ‘no’ alle modifiche alla legge, ma vedra’ protagonista anche un terzo schieramento, quello del non voto, che nelle ultime settimane si e’ arricchito di nuovi contributi. Non di poco conto quello della Chiesa che ha consigliato di disertare le urne per difendere le norme appena approvate dal Parlamento. Compatta per l’astensione l’Udc. Sul fronte della maggioranza prevale dunque la propensione al non voto. Ma le eccezioni non mancano come quella del vice presidente del Consiglio, Fini.Tra gli azzurri l’orientamento e’ per il non voto.Ma non mancano i distinguo come quello del ministro per la Pari opportunita’ Prestigiacomo, favorevole alla legge nel suo passaggio parlamentare, ma ora convinta della necessita’ non certo di abrogazione delle norme, ma di una loro se pure parziale modifica. Nel Carroccio si ritiene che il modo migliore per non ‘rischiare’ revisioni alle norme da poco approvate e’ proprio quello di disertare le urne. Scontata la battaglia per il ‘si’ dei Radicali di Pannella. Il fronte del ‘si’’ e’ piu’ largo nel centrosinistra: Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Socialisti democratici e Verdi andranno alle urne per votare Si’. Piu’ articolata la situazione all’ombra della Quercia mentre molto piu’ accentuate le differenziazioni all’interno della Margherita, con Rutelli che ha annunciato di volersi schierare per l’astensione. (segue)

(Sec/Zn/Adnkronos)