NOTIZIE FLASH: 3/A EDIZIONE - LA CRONACA (5)
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Milano. “Sembrava il Far West, ma con tutto quello che successo, mi ritengo fortunato ad essermela cavata con solo un proiettile”. Giuseppe Portolesi, il maresciallo dei carabinieri 29enne che ieri si ritrovato a essere bersaglio mobile da parte di due rapinatori, sta bene. I medici della clinica Humanitas dove ieri era stato ricoverato dopo il conflitto a fuoco a Zibido San Giacomo gli estrarranno luned dalla caviglia del piede sinistro un proiettile. Il militare ha raccontato via telefono ai cronisti che si trovavano nella sala stampa del comando provinciale dei carabinieri lo scontro a fuoco: “hanno sparato all’impazzata ad altezza d’uomo per toglierci comunque di mezzo”. Il maresciallo della nucleo Radio Mobile di Abbiategrasso era intervenuto insieme al brigadiere Enrico Dolci per aiutare i colleghi che stavano pedinando un’auto sospetta, la Bmw station wagon, con due uomini a bordo. Quando i carabinieri hanno intercettato la macchina i due malviventi hanno cominciato a sparare con due kalashinov. Al termine della sparatoria sono rimasti feriti il maresciallo, un rapinatore e un passante. A sparare sono stati Sandro Narciso, nomade italiano,con precedenti di polizia, piantonato al Niguarda in gravi condizioni, e il complice che gli stava a fianco che riuscito a fuggire. Gli investigatori sospettano che possa essere il figlio 26enne dell’uomo. Il giovane riuscito a scappare dopo aver rapinato un’Alfa 156 ad un passante. Per ora di lui si sono perse le tracce. I militari dell’Arma sono convinti che i due dovessero incontrarsi con tre complici per mettere a segno una rapina a un furgone portavalori. Nell’auto dei due banditi i carabinieri hanno trovato un vero e proprio arsenale. (segue)

(Sin-Inf/Opr/Adnkronos)