PENA MORTE: AMNESTY, APPELLO A CIAMPI PER SALVARE CONDANNATO GIAPPONESE (2)
PENA MORTE: AMNESTY, APPELLO A CIAMPI PER SALVARE CONDANNATO GIAPPONESE (2)

(Adnkronos) - L’anziano detenuto si e’ dichiarato colpevole solo dell’omicidio non premeditato della sua compagna, del secondo continua a proclamarsi innocente. La confessione e’ giunta dopo 148 giorni di interrogatorio svoltosi in una stazione di polizia, durante i quali l’uomo non e’ stato informato del diritto di poter essere assistito da un avvocato.

Lo stato di salute di Ishida continua a peggiorare dopo trent’anni trascorsi nel braccio della morte, in condizioni detentive molto dure. La mancanza di cure adeguate per una banale cataratta lo ha reso ormai quasi cieco. Al suo avvocato e’ concessa soltanto una visita l’anno e il figlio e la figlia non possono recarsi a trovarlo perche’ entrambi affetti da disturbi psichici.

A causa del silenzio che circonda l’applicazione della pena capitale in Giappone, e’ molto difficile ottenere informazioni sul caso di Ishida. L’ultima notizia riguarda una richiesta di nuovo processo presentata nel 1991 e respinta il 30 marzo 2004, dopo ben 13 anni. Nonostante questo, il condannato a morte ha espresso, tramite il suo avvocato, chiara volonta’ di presentarne un’altra. (segue)

(Giz/Ct/Adnkronos)