NOTIZIE FLASH: 1/A EDIZIONE - LA CRONACA (2)
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Roma. Condannando Luca Marmigi a 6 anni e 4 mesi di reclusione quale responsabile di omicidio colposo, occultamento di cadavere e simulazione di reato per la morte di Paola Bianchi, il giudice Gianmarinaro afferma che ‘’si e’ ritenuta provata oltre ogni dubbio la responsabilita’ dell’imputato’’. La morte di Paola Bianchi e’ avvenuta per ‘’un processo asfittico per compressione del torace’’, compressione fatta da Marmigi quando si accorse che la ragazza non respirava. Dopo il decesso l’imputato, ‘’ha spostato Paola Bianchi sulla strada per simulare una aggressione’’ e poi si e’ allontanato, ha chiamato un amico e con lui ha dato vita ad ‘’una falsa ricerca’’ della ragazza. Nell’anticipo della motivazione il giudice ha poi sottolineato che Marmigi ha somministrato alla giovane un calmante ignorandone gli effetti che poteva avere su una persona non abituata a quel tipo di medicinale. Poiche’ Paola Bianchi non respirava ‘’si sdraio’ sul corpo facendo una compressione’’. Il giudice ha poi sottolineato la ‘’condotta imprudente di Marmigi non avendo portato subito al pronto soccorso Paola Bianchi’’. Secondo il giudice resta anche il dubbio che Marmigi si sia accorto della gravita’ della situazione e che nonostante cio’ abbia continuato la compressione del torace fino a determinare la morte. Il giudice comunque esclude che si possa parlare di omicidio volontario. Marmigi avrebbe dovuto comunque fare ogni tentativo per riattivare la respirazione e non comprimere il torace e darle un calmante. ‘’Non esiste un solo fatto -dice il giudice- per concedere all’imputato le attenuanti generiche. Infatti, anche in giudizio ha voluto sottrarsi ad ogni responsabilita’ facendo dichiarazioni false che hanno impedito di conoscere la verita’.(segue)

(Pab/Zn/Adnkronos)