NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - LA CRONACA (4)
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Roma. ‘’Finalmente, una decisione da Paese normale. Perche’ non e’ normale che in un Paese un cantante si suicidi perche’ eliminato da un Festival della canzone. E nella morte di Tenco sono presenti troppi punti oscuri per essere ignorati: il cadavere spostato e poi rimesso a posto ad uso dei fotografi, il movente del suicidio assolutamente poco convincente, le circostanze del ritrovamento contraddittorie’’. E’ l’opinione di Marcello Giannotti, giornalista e autore dell’’Enciclopedia di Sanremo’’, che arriva in questi nelle librerie di Gremese, e di ‘’Fermate quel festival’’, libro-raccolta su tutti gli scandali legati al Festival. ‘’Dopo quella morte -aggiunge Giannotti- Tenco e’ stato descritto come una specie di psicopatico, capace di uccidersi perche’ gli avevano preferito una canzone cantata da Orietta Berti: e’ curioso rileggersi gli articoli che uscirono all’epoca di commento, che parlavano di ‘pochezza, futilita’ del motivo’, di ‘ragazzi senza valori, senza remore religiose, di vita che non offre altro che deserto’. Nessuno penso’, invece, di approfondire le indagini, capire perche’ era stato tolto alla musica italiana uno dei migliori talenti che al momento della morte aveva meno di trent’anni: basti pensare che il giornalista Sandro Ciotti, che mai ha creduto alla tesi del suicidio, aveva una stanza quasi di fronte a quella di Tenco e non senti’ lo sparo. O i tanti dubbi sul biglietto lasciato da Tenco, compresi quelli sulla calligrafia che non corrisponderebbe a quella del cantante. Ognuno che abbia studiato il caso Tenco ha una sua opinione: non so quale sia la causa della morte. Ma so che non era da Paese normale aver archiviato il caso’’, conclude Giannotti. (segue)

(Pab/Opr/Adnkronos)