ENNA: IL RAGAZZINO INTERROGATO, MI CONSIDERANO UN OMICIDA MA IO NON HO UCCISO
ENNA: IL RAGAZZINO INTERROGATO, MI CONSIDERANO UN OMICIDA MA IO NON HO UCCISO
''CON QUESTA STORIA NON C'ENTRO NULLA''

Roma, 20 dic. - (Adnkronos) - “Io non sono un assassino, ma ormai per tutti, sono quello che avrebbe ucciso Francesco, ma io con questa storia non c’entro nulla”. A parlare, in un’intervista a ‘’La Repubblica’’, il 15enne che e’ stato a lungo interrogato dagli investigatori in merito all’omicidio del 13enne Francesco Ferreri, avvenuto a Enna venerdi’ scorso. “Con Francesco avevo litigato. Ma questo che vuole dire che l’ho ucciso? Io e Francesco ci conoscevano - racconta - non frequentavamo la stessa scuola ma frequentavamo lo stesso dopo scuola e l qualche volta abbiamo litigato, succede spesso tra ragazzi”.

“Io non ho minacciato nessuno- aggiunge il ragazzino- anzi, chi stato minacciato di morte sono stato io, dai suoi parenti. Mio fratello pi piccolo - dice- stava camminando per strada ef stato avvicinato da un parente che gli ha detto: ‘Di a Michele (nome fittizio del ragazzo) di smetterla di disturbare Francesco altrimenti far una brutta fine”. “Io non ho visto nessuno- dice Michele riferendosi al giorno in cui Francesco stato assassinato- sono stato tutto il giorno in compagnia del mio padrino e poi, poco prima delle nove di sera, sono rientrato a casa e abbiamo mangiato una pizza assieme a mia madre, mio fratello e mia sorella”.

(Clr/Zn/Adnkronos)