** NOTIZIARIO SERVIZI PUBBLICI ** (23)
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(Adnkronos/Ign) –

ACQUA: ACQUEDOTTO PUGLIESE COMPIE 100 ANNI TRA SVOLTE E NUOVE SFIDE

Cento anni dall’inizio della costruzione delle reti idriche: e’ lo speciale traguardo che taglia l’anno prossimo l’Acquedotto Pugliese (oggi societa’ per azioni, Aqp). Con 15 mila chilometri di reti, e’ il piu’ grande acquedotto d’Europa. Negli ultimi anni sono avvenuti cambiamenti notevoli. La societa’ e’ oggi interamente a capitale pubblico della Puglia dopo la scissione dalla Basilicata dove e’ nata una omologa concessionaria pubblica del servizio idrico integrato, Acquedotto Lucano. Di fronte all’Aqp e’ rimasta aperta la sfida della privatizzazione ma da parte della Regione Puglia non c’e’ nessuna intenzione di dismettere le quote.

Il piu’ grande acquedotto d’Europa nacque dalla necessita’ di ‘dissetare’ la Puglia, regione senza fiumi e cronicamente in crisi per l’approvvigionamento idrico. Nel 1896 un Regio Decreto diede il via allo studio di fattibilita’. Qualche anno dopo la realizzazione dell’acquedotto divenne legge, nel 1903 venne pubblicato il bando di gara internazionale. Nel 1905 la firma del contratto: 125 milioni il costo dell’opera.

Alle sorgenti del Sele (Caposele), in Irpinia, venne individuata la ‘testa’ dell’acquedotto.

Nel 1906, cento anni fa, sono iniziati i lavori per lo scavo della grande galleria dell’Appennino (oggi Galleria Pavoncelli, in onore all’onorevole Giuseppe Pavoncelli, presidente del primo consiglio di amministrazione del Consorzio Acquedotto Pugliese) e le opere di captazione. La possibilita’ di approvvigionare la Puglia convogliando le acque di Caposele fu un’intuizione dell’ingegnere Camillo Rosalba che all’epoca dovette scontrarsi con grosse resistenze, perch l’opera era ritenuta troppo ardita ed avveniristica. (segue)

(Ign/Zn/Adnkronos)