MEDICINA: ''ICTUS NEMICO SCONOSCIUTO'', A FIRENZE ESPERTI A CONFRONTO (3)
MEDICINA: ''ICTUS NEMICO SCONOSCIUTO'', A FIRENZE ESPERTI A CONFRONTO (3)

(Adnkronos) - “La maggior parte dei pazienti con ictus - dice la dottoressa Stefania Rodella, responsabile dell’Osservatorio qualit dell’Ars - non trae beneficio da strumentazioni o tecnologie sofisticate: ci che ‘fa la differenza’ la competenza degli operatori, la multidisciplinariet dell’approccio assistenziale, la disponibilit di risorse dedicate e l’integrazione tra diversi settori dei servizi sanitari e sociali. Inoltre, conoscere e comprendere il punto di vista di pazienti e famigliari cruciale per il miglioramento della qualit dell’assistenza: l’ictus una ‘malattia di famiglia’, altera a volte gravemente le relazioni interpersonali, compromette l’autonomia dei pazienti e provoca ricadute spesso drammatiche sui modi in cui i nuclei famigliari si organizzano. I punti di vista sono dunque diversi (pazienti, familiari, altre persone di assistenza) e devono poter essere considerati nel loro insieme quando si intenda organizzare o migliorare i servizi sanitari e sociali.”

La Toscana si colloca comunque a un discreto livello di qualit assistenziale nel confronto con le altre regioni italiane: l’attenzione e la qualit delle cure in ospedale sono progressivamente migliorate anche grazie all’attivit formativa esercitata da gruppi di medici e altri professionisti di elevata valenza scientifica e culturale che lavorano nelle universit e negli ospedali toscani, ma pu fare di pi.

Il numero delle “stroke unit” (sono cinque), equipes di esperti che operano seguendo procedure avanzate e continuamente aggiornate, ancora limitato a differenza di quanto avviene ad esempio in Lombardia (presenti una trentina di stroke unit) o in Svezia dove ormai tutti gli ospedali hanno una forma di assistenza all’ictus organizzata e specializzata e un registro nazionale in cui vengono schedati tutti i casi di ictus. (segue)

(Red-Xio/Zn/Adnkronos)