GOVERNO: STEFANIA CRAXI, MIO PADRE SBAGLIO' SU AMATO (2)
GOVERNO: STEFANIA CRAXI, MIO PADRE SBAGLIO' SU AMATO (2)

(Adnkronos) - “Dopo l’elezione di Napolitano - evidenzia la Craxi - Prodi ha detto una frase che ne rileva la pericolosa anima dossettiana. Ha detto che ora puo’ riprendere quel fecondo tra cattolici e comunisti, sperimentato nella Costituente, e interrotto nel ‘48 dalla Guerra Fredda. Prodi auspica di nuovo l’incontro delle due Chiese, cioe’ una forma piu’ raffinata e sfacciata di quel consociativismo catto-comunista che nei primissimi anni Ottanta aveva condotto l’Italia sull’orlo dello sfacelo, da cui dalvo’ il coraggio e la lungimiranza di mio padre. Questa - continua - e’ un’altra cosa che sta sul conto di amato, che oggi i Ds non volgiono nemmeno avere in quota per la divisione dei ministeri”.

“Amato fu per Craxi una spalla importante per fare uscire l’Italia da quei binari sbagliati. Ancora oggi - prosegue - nel Convegno studio sulla politica economica del governo Craxi, ha difeso le scelte di allora: e il suo nome e’ diventato quasi impronunciabile per i Ds, come lo e’ quello di Craxi”.

“C’e’ anche un errore di Amato. Quuello di aver contato troppo sulla propria bravura, sulla propria indispensabilita’. Ha pensato di poter deviare un grande fiume, che ha invece seguito il suo corso e obbiedito alle sue radici. Nella sua pur prodigiosa memoria, ha dimenticato il motto di Turati: ‘i socialisti con i socialisti, i comunisti con i comunisti”.

(Rre/Col/Adnkronos)