** NOTIZIARIO NOVITA' EDITORIALI ** (3)
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-(Adnkronos/Adnkronos Cultura) -

LA STORIA DELLA FAMIGLIA FARKAS

IL TALENTO E LA CULTURA DI UNA FAMIGLIA UNGHERESE

Un pranzo di famiglia per ritrovarsi l’ultima volta prima della fine. Una riunione per raccontarsi e riannodare i fili di una memoria spezzata. Un incontro per salutare in modo simbolico il capostipite che, fiaccato dalla malattia, trascorre gli ultimi mesi della sua esistenza. Un’occasione utile ad Alessandra Farkas, nota corrispondente del ‘Corriere della Sera’ dagli Stati Uniti, per ripercorrere la lunga storia della sua famiglia. Una storia, movimentata e difficile, che prende corpo nelle pagine del romanzo “Pranzo di famiglia”, pubblicato dalla casa editrice “Sperling&Kupfer”.

Lo spunto per ricostruire, passaggio dopo passaggio, le vicende delle generazioni che hanno gettato le basi del suo casato offerto, dunque, da una riunione organizzata dai figli di Paolo Farkas. Siamo nel 2001. Al padre di Alessandra Farkas restano ancora pochi mesi. E’ stato un artista ricco di talento pioniere dell’industria tessile italiana. Trascorre i suoi ultimi mesi in un tenuta del Sud della Francia. “Trentacinque individui che per lo pi si detestano - racconta all’inizio l’autrice - seduti attorno al tavolone sotto al pergolato di glicine. Un tavolo imponente che uno scalpellino ha impiegato novantadue giorni a plasmare, ricavandolo da una lastra di pietra serena alta venticinque centimetri e lunga dieci metri. La scena mi avrebbe ricordato una delle tante riunioni per la cena del Thanksgiving, alle quali ho fatto l’abitudine da quando, nell’81, mi sono trasferita negli Stati Uniti”.

In realt, la vicenda di Alessandra Farkas affonda in un passato lontano. Un passato che si intreccia con la storia europea del Novecento. Il suo bisnonno, Adolf Kohner, stato una figura di spicco della societ ungherese. Un uomo che ha sempre vissuto a stretto contatto con artisti di primo piano come Bela Bartok, Franz Liszt e Giacomo Puccini. Un uomo che, ancor pi, stato anche il presidente delle Comunit Ebraiche ungheresi. Ma non basta. Anche l’altro bisnonno, Joszef Wolfner, stato un intellettuale attivo e ricco di talento arrivando a fondare la case editrice pi importante del suo paese. Per proteggersi dalla persecuzione nazista presto cambia il suo nome in Farkas. Suo figlio Istvan eredita progressivamente il controllo della casa editrice mostrandosi interessato al dibattito culturale in corso in tutta la Mitteleuropea.

Siamo arrivati a Paolo, il padre di Alessandra. La grande tensione culturale che investe il Vecchio Continente si interrompe allo scoppio della guerra. Paolo deve lasciare l’Ungheria e, alla fine del conflitto mondiale, si ritrova in uno stato di povert inaudita. Dopo anni di miseria, per, il suo talento gli consente di emergere. Realizza, come pioniere del disegno tessile, una fiorente attivit tra Como, Roma, gli Stati Uniti e la Cina. Le sue tante esperienze e le sue tante vittorie non lo metteranno a riparo da uno scrupolo lancinante che lo assilla per tutta la vita. Lo scrupolo di essere stato capace di salvare la madre, Ida Kohner, dalla mano omicida dei fascisti ungheresi. (segue)

(Per/Zn/Adnkronos)