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** NOTIZIARIO NOVITA' EDITORIALI ** (8)

- (Adnkronos/Adnkronos Cultura) –

LA MISSIONE ‘IMPOSSIBILE’ DI PADRE ELIA SCHAFER

UN CARMELITANO PER SALVARE IL CRISTIANESIMO

Padre Elia Schafer è un frate carmelitano che risiede in una missione del Medio Oriente. E’ un uomo di fede appartato e dimesso dedito allo studio e alla contemplazione. Si occupa anche di impartire ai suoi allievi lezioni di teologia. E’ uno dei tanti religiosi che hanno scelto di vivere il loro ministero in Terra Santa. Eppure, il Vaticano ha puntato la sua attenzione su di lui. Improvvisamente, infatti, mentre padre Elia lavora i campi, riceve una chiamata dal suo superiore. Da Roma hanno fatto il suo nome. Le sue competenze, ma anche la sua semplicità e la sua discrezione, sono richieste per un incarico delicato e ricco di insidie. Un incarico che viene descritto dallo scrittore e saggista canadese Michael O’Brien nelle pagine del thriller “Il nemico” (San Paolo).

Padre Elia non si immagina che, quando viene chiamato dal suo priore, il suo destino è già segnato. Egli, infatti, deve prendere il primo volo per Roma e mettersi a disposizione del Vaticano. Tutto è stato già stabilito. Non bisogna perdere altro tempo. Lo scopo della sua missione resta avvolto nell’ombra. Il suo priore, però, lo rassicura: non appena egli entrerà in contatto con gli emissari del Papa sarà messo al corrente delle ragioni per le quali è chiesta la sua collaborazione. L’emissario del Pontefice non ha rivelato il segreto che si nasconde nelle pieghe di una vicenda così oscura. “Il funzionario – spiega il priore a padre Elia nel corso della loro conversazione - non voleva dirlo. Ha aggiunto solo che si tratta di un incarico che potrebbe richiedere la sua assenza per un considerevole lasso di tempo. Ha detto che la durata della missione è incerta e che è della massima importanza”. Tutte le attività che padre Elia ha svolto in Medio Oriente fino alla ‘chiamata’ da Roma vanno sospese senza esitare. In realtà, la sua presenza nella capitale del cattolicesimo è richiesta per dare corso ad un’operazione rischiosa e difficile. Le alte sfere della Curia hanno individuato Padre Elia studiando il suo passato e le sue esperienze. Il carmelitano, infatti, è un ebreo convertito che ha conosciuto gli orrori del ghetto di Varsavia.

E’ sopravvissuto ai campi di concentramento ed è stato un potente uomo politico del governo israeliano. Dopo aver condotto un’intensa vita pubblica si è ritirato nel monastero del monte di Elia dei Carmelitani per dedicarsi alla vita contemplativa. E’ l’uomo giusto per assolvere un compito di portata storica. E’ l’uomo giusto, meglio ancora, per salvare la Cristianità da una decadenza quasi del tutto irreversibile. Il suo lavoro sarà davvero complesso e incerto. Pur di salvare la Chiesa cattolica dal ‘male’ si confronterà, di volta in volta, con i responsabili del potere civile. Potere civile che appare degradato e disumano pronto a tendere la sua minaccia mortale contro la cristianità e contro il suo messaggio millenario.(segue)

(Per/Gs/Adnkronos)