**REGGIO EMILIA: PANSA, QUEI NIPOTINI DI STALIN MI HANNO FATTO PUBBLICITA'**
**REGGIO EMILIA: PANSA, QUEI NIPOTINI DI STALIN MI HANNO FATTO PUBBLICITA'**

Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - “Sono rimasto impassibile, e devo essere grato a questi dodici apostoli rossi dalle teste rasate” perche’ “grazie a loro ho potuto avere un grandissimo regalo dalla platea, che non si fatta intimidire: il pubblico di Reggio Emilia ha dato una grandissima lezione di democrazia a questi giovanotti”. Lo dice al ‘Giornale’ Giampaolo Pansa che, dopo le contestazioni subite durante la presentazione del suo saggio-romanzo critico sulla Resistenza, ‘La Grande Bugia’ edito da Sperling Kupfer, ha ricevuto numerosi messaggi di solidarieta’, anche dal Quirinale. “Ringrazio tutti -dice- ma la solidariet si d alle vittime, e io ieri non mi sono sentito affatto una vittima”.

E riguardo ai contestatori “li considero, questi ragazzi -continua Pansa- dei poveri masochisti. Dei grotteschi nipotini di Stalin, dei tragici eredi degli squadroni della morte” e “non vorrei -aggiunge- che questi ragazzi venissero inquisiti: hanno fatto una cappellata, tutto qui”. “Chiunque legga il mio libro trova dovizia di fonti, di cui la maggior parte, ironia della sorte!, sono di parte antifascista”, commenta poi Pansa che aggiunge: “vorrei tanto che anche gli storici che mi criticano si mettessero al lavoro sulle tante Porzus dimenticate”.

(Ses-Pag/Zn/Adnkronos)