EUTANASIA: MICROMEGA, REFERENDUM SU ARTICOLO CODICE PENALE CHE LA CONDANNA
EUTANASIA: MICROMEGA, REFERENDUM SU ARTICOLO CODICE PENALE CHE LA CONDANNA

Roma, 29 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un referendum che decida “finalmente, una volta per tutte”, di abrogare l’articolo del Codice penale italiano che stabilisce una condanna fino a 15 anni di carcere per chi ‘assiste’ al suicidio. E’ la proposta di MicroMega, la rivista diretta da Paolo Flores d’Arcais che, nel numero in vendita da venerd, riapre la disputa sulla ‘dolce morte’ e dedica l’intera pubblicazione “a Piergiorgio Welby e al suo impegno di vita contro la tortura di Stato e di Chiesa”.

“Oggi chi aiuta un malato terminale che rifiuti di continuare ad essere torturato - si legge nell’editoriale non firmato, e dunque attribuibile al direttore - rischia una condanna fino a 15 anni di carcere. Questo commina l’articolo del codice penale che sanziona l’assistenza al suicidio. Articolo abnorme. Articolo che un paese civile dovrebbe avere da tempo abrogato. Nasca quindi un movimento referendario che, abrogandolo, renda il nostro Paese meno lontano dagli standard europei di civilt”.

Piergiorgio Welby affetto da distrofia muscolare progressiva, e aveva di recente inviato una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quello che Piergiorgio Welby chiede - si legge - “: a chi appartiene la tua (mia) vita? A chi la vive? A lui o a qualcun altro, individuo finito e mortale come lui? Ma se valesse questa seconda ipotesi, saremmo esattamente e tecnicamente nell’orizzonte dello schiavismo, dove la tua (mia) vita appartiene a qualcun altro, che ne pu dunque fare ci che vuole. E non si ricorra all’escamotage clericale secondo cui “la tua (mia) vita appartiene a Dio”.

“Libero chi crede di obbedire alla volont del suo Dio - prosegue l’editoriale di MicroMega - ma niente affatto libero di imporre una tale concezione a chi in Dio non crede, o crede magari nello stesso Dio, ma convinto che la volont di quel Dio renda lecito ci che Piergiorgio Welby chiede”. Se la decisione sulla propria vita non appartiene a chi la vita la vive - conclude l’editoriale - “viene meno ogni fondamento per qualsiasi altro diritto umano, poich ogni altra libert di scelta solo un’articolazione della Scelta sulla propria vita, in essa si iscrive e fuori di essa collassa”.

(Sal/Opr/Adnkronos)