'NDRANGHETA: CASSAZIONE DICE NO A RIMESSIONE PROCESSO 'DINASTY'
'NDRANGHETA: CASSAZIONE DICE NO A RIMESSIONE PROCESSO 'DINASTY'

Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - I giudici della Corte di Cassazione hanno definito ''inammissibile" l’istanza di Diego Mancuso, 54 anni, indicato come affiliato all’omonima cosca, imputato nel processo 'Dinasty', che aveva chiesto attraverso i suoi legali la rimessione del processo di Vibo Valentia. Nel processo sono coinvolte circa 30 persone accusate di fare parte dell'omonima cosca della 'ndrangheta.

Mancuso aveva chiesto la rimessione del processo perch sarebbe ‘’gravato da una situazione locale tale da turbare lo svolgimento del procedimento penale". Ma i supremi giudici della Cassazione hanno ritenuto le motivazioni "estremamente vaghe e indeterminate, assolutamente inidonee a investire la sede giudiziaria del processo". Anche perch spiegano i giudici della Corte di Cassazione "il ricorrente ha confusamente richiamato vicende processuali di diversa natura, senza rappresentare una vera e propria grave situazione di imparzialit dell'ufficio giudiziario".

N pu avere rilevanza "la denunziata campagna di stampa negativa sui fatti di grande risonanza e gravit che formano oggetto del processo". Nell’ambito della stessa inchiesta era stata tratta in arresto con l’accusa di corruzione in atti giudiziari il giudice Patrizia Pasquin. Mancuso lo scorso febbraio, stato condannato a sette anni di reclusione dal Tribunale di Vibo Valentia per attivit di estorsione e di usura con l'aggravante delle modalit mafiose.

(Prs/Pn/Adnkronos)