PALERMO: INSEGNANTE SOTTO PROCESSO, VOLEVO DARE SEGNALE
PALERMO: INSEGNANTE SOTTO PROCESSO, VOLEVO DARE SEGNALE

Palermo, 18 giu. - (Adnkronos) - Voleva dare un "messaggio educativo forte" agli altri ragazzi. Si difesa cos davanti al gup di Palermo, Piergiorgio Morosini, l'insegnante finita alla ribalta della cronaca nazionale per aver fatto scrivere ad un suo alunno per cento volte "sono un deficiente". La punizione era arrivata dopo che il ragazzo aveva impedito a un compagno di entrare nel bagno dei maschi apostrofandolo come "gay" e "femminuccia". Un atto di bullismo che la docente aveva voluto sanzionare, ma non con una nota "perch il ragazzo ne aveva accumulato una serie - ha spiegato - e non volevo aggravare la sua posizione".

Quando il compagno dodicenne a cui era stato vietato l'accesso nei bagni torn in classe "piangendo", l'insegnante decise che era un atto che non poteva passare inosservato. La scelta della parola "deficiente", poi, non stato un abuso dei mezzi di correzione, si difesa la donna, ma un termine di "facile comprensione" per i ragazzi, vicino al loro modo di esprimersi. Il pubblico ministero, Ambrogio Cartosio, ha chiesto per la donna la condanna a due mesi di carcere. Il padre del ragazzo punito ha presentato una richiesta di risarcimento di 25 mila euro. La sentenza attesa per il 27 giugno.

(Loc/Zn/Adnkronos)