TERRORISMO: ABU OMAR, EGITTO MI OFFRI' DENARO E CHIESE SILENZIO PER NON IMBARAZZARE ITALIA
TERRORISMO: ABU OMAR, EGITTO MI OFFRI' DENARO E CHIESE SILENZIO PER NON IMBARAZZARE ITALIA
L'EX IMAM HA INVIATO UN MEMORIALE AL TRIBUNALE DI MILANO

Milano, 18 giu. - (Adnkronos/Aki) - ''Nel periodo che va dal 20 aprile al 13 maggio 2004 sono stato trasportato in uno degli uffici piu' grandi delle forze di sicurezza egiziane al Cairo. Come al solito, avevo le mani e i piedi legati: ma la benda sugli occhi non era cosi' stretta (non so se per dimenticanza o per una scelta volontaria). Mi hanno introdotto in una stanza dove ho parlato con un alto ufficiale''. Con queste parole inizia il memoriale inviato dell'ex Imam milanese Abu Omar, al Tribunale di Milano. Si tratta di un documento scritto a mano nel quale si raccontano le fasi seguite al suo sequestro avvenuto a Milano nel 2003.

''In un documento scritto a computer con la dicitura 'Top secret' firmata dall'assistente del ministro dell'Interno egiziano - continua il memoriale - riuscii a leggere che si provvedeva al mio rilascio con la condizione di non parlare sia del rapimento in Italia che del carcere e delle torture in Egitto per non mettere in imbarazzo il governo italiano, allora presieduto da Silvio Berlusconi''.

Abu Omar sostiene che grazie al suo rifiuto e alle sue denunce sarebbe riuscito ad impedire numerosi altri sequestri che avrebbero potuto colpire altri esponenti islamici. L'ex imam milanese sostiene quindi di aver rifiutato un'offerta in denaro. ''Le Autorita' di sicurezza egiziana mi hanno proposto 10 mila dollari e un lavoro da imprenditore - scrive - in cambio della rinuncia alla mia difesa nel processo in Italia''. Nel documento si sostiene anche di una presunta collaborazione tra l'intelligence italiana e quella egiziana per controllare e pedinare tutti i movimenti di Mohammed Reda al Badri, che insegnava e teneva sermoni nell'Istituto Culturale Islamico di Milano. (segue)

(Ham/Pn/Adnkronos)