CASO ANTONVENETA: RICUCCI, DIETRO DI ME NON C'E' MAI STATO NESSUNO (2)
CASO ANTONVENETA: RICUCCI, DIETRO DI ME NON C'E' MAI STATO NESSUNO (2)
'MAI CONOSCIUTO CASINI, NON C'E' NESSUN MOTIVO PER CUI DOVESSI INCONTRARLO'

(Adnkronos) - Quanto alla telefonata con Gianni Letta, Ricucci afferma: "Certo. Me lo pass Livolsi, il quale era stato contattato da Alejandro Agag, che io non conoscevo e che rappresentava l'advisor di Arnaud Lagardre, perch l'editore francese voleva investire in Italia, nei media o comunque nel settore editoriale. Io avevo trattato la vendita delle mie azioni Rcs con il patto di sindacato, ma la trattativa naufrag nel maggio giugno 2005. E cos un mese dopo si era profilata questa strada Lagardre. Letta, in tre parole, mi disse che quella era una strada buona. Ma senza nessun interesse particolare... Questo per dire che dietro di me non c' mai stato nessuno. N Berlusconi n Prodi n D'Alema. Nessuno. Dietro Ricucci c' solo Ricucci". Sulla telefonata con Prodi Ricucci si esprime in questi termini: "Mi telefona Angelo Rovati e mi passa Prodi che mi fa gli auguri per il matrimonio. Dico al professore che voglio parlargli dei miei piani. Ok, mi dice, ci vediamo dopo le vacanze. Ma poi scoppiato il finimondo, e non se ne fatto pi niente".

Ai magistrati Ricucci aveva parlato di un sistema bipartisan per scalare Bnl e Antonveneta, "io ho solo detto che il sistema bancario in quel momento era deciso da Bankitalia -afferma oggi Ricucci- Voglio dire: logico che le acquisizioni e tutto quanto vengano in qualche modo interfacciate con la prima banca del Paese. Ma un segreto di Pulcinella". Quanto ai colloqui di Casini con il suocero Caltagirone Ricucci dice:"Se Casini e Caltagirone sono legati da un vincolo di parentela, immagino che parleranno. Giusto? Al telefono, a cena, quando si vedono". Casini ha detto di non aver mai conosciuta Ricucci e lui conferma: "E' vero che non ci siamo mai conosciuti. Ha ragione. Non ho mai avuto nessun interesse a conoscerlo. Era il presidente della Camera, non c' nessun motivo per cui dovessi incontrarlo".

Nel merito dell'operazione su Rcs Ricucci dice poi: "Io non volevo scalare Rcs. Volevo solo entrare nel patto di sindacato, superare il 20 per cento che la soglia oltre la quale hai diritto e il vantaggio di poter convocare un'assemblea ordinaria. Ad aprile del 2005 ero gi andato oltre il 5 per cento, e da aprile 2005 al 2 agosto del 2005 ho comprato altri 130-140 milioni di titoli fino, gradualmente, al 20,924. Ma non volevo impossessarmi di niente. Mi interessava essere il sedicesimo uomo nel patto di sindacato, sedere al tavolo di chi governa il potere economico in Italia, i Bazoli, i Tronchetti Provera, i Della Valle".

(Sin/Col/Adnkronos)