GAY PRIDE: COSSIGA, SCUSE AL PAPA MA DOVEVA CHIEDERLE PRODI (2)
GAY PRIDE: COSSIGA, SCUSE AL PAPA MA DOVEVA CHIEDERLE PRODI (2)

(Adnkronos) - Cossiga chiede scusa al Papa come ''cattolico liberale che crede fermamente nella libert e nella civile tolleranza, ma 'cattolico infante' che, anche se un giorno ricopr quasi occasionalmente alcune cariche rappresentative dello Stato, nessuna influenza ha n alcun ruolo riveste ormai pi nella vita politica e istituzionale del nostro Paese, ma che come cittadino di uno Stato democratico ha il diritto di rammaricarsi per l’offuscamento nella vita italiana per quelli che sono stati i valori storici fondanti della nostra comunit nazionale, il riconoscimento del cui carattere fondamentale fece scrivere a un grande filosofo laico e liberale un saggio dal titolo: 'Perch non possiamo non dirci cristiani'.

''Questa lettera aperta di scuse -spiega il senatore a vita- gliela avrebbe dovuta forse scrivere il presidente del Consiglio dei Ministri, cattolico e “cattolico adulto”: ma egli, e lo comprendo, non pu perch ritiene che la politica e la religione debbano essere non solo distinte ma separate, e che ci debba valere anche sul piano della buona educazione, perch il suo Governo ha dato il suo patronato a questa carnascialesca e volgare manifestazione e tre suoi ministri vi hanno partecipato insieme a leader di partiti della sua coalizione di governo, e infine perch coloro che vi hanno partecipato sono suoi elettori e suoi sostenitori''.

''Credo vi abbia partecipato in nome della laicit anche un manipolo di 'cattolici democratici' -osserva- Questa lettera aperta di scuse Gliela avrebbe dovuto scrivere il Sindaco di Roma, non cattolico, ma molto ossequioso verso la Chiesa e soprattutto verso i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose che sono elettori nel Comune di Roma; ma non pu, perch anche suoi elettori e suoi sostenitori sono i partecipanti della sfilata dell’altro giorno. Ma anche se io non rappresento altri che me stesso, ed assai poco - anche se penso che molti romani, cattolici o no, almeno in nome della buona educazione e dello spirito di ospitalit la pensino come me -, sono certo -conclude Cossiga- che vorr accettare queste scuse da un tempo suo affezionatissimo amico ( il teologo anche se cardinale era una cosa, per me “cattolico infante” il Papa un’ altra cosa!) e Suo devoto fedele''.

(Pol/Col/Adnkronos)