INTERCETTAZIONI: IL SEMIOLOGO, SOLO PAROLE VAGHE E IMPRECISE
INTERCETTAZIONI: IL SEMIOLOGO, SOLO PAROLE VAGHE E IMPRECISE

Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - Imprecisione, vaghezza, parole allusive, eufemismi e riferimenti impliciti. Questo il linguaggio alla cornetta, influenzato dall'ondata di intercettazioni telefoniche. Ne convinto il semiologo Paolo Fabbri. "Non mi preoccupa l'abbassamento del livello del linguaggio - spiega all'ADNKRONOS commentando le intercettazioni pubblicate sui quotidiani - ma piuttosto il linguaggio sempre pi impreciso, anche nella quotidianit. L'imprecisione strategica e tattica, sintomo di astuzia: si usa per non rischiare di rimanere incastrati da quello che si detto".

"Bisogna per distinguere - aggiunge - tra le intercettazioni di chi sa di essere intercettato e quelle di chi non sospetta di essere ascoltato. Le persone che sanno di poter essere intercettate usano un linguaggio ricco di allusioni, riferimenti impliciti, sottintesi e anche eufemismi. Creano un gergo loro, fatto di parole sostituitive".

Secondo il semiologo non bisogna stupirsi se nelle intercettazioni il modo di parlare a volte appare 'basso' e 'condito' di parolacce. "Si tratta di un linguaggio basso perch subisce le regole dell'improvvisazione - conclude Fabbri - il linguaggio quotidiano improvvisato e questo fa si che sia indeciso. Le stesse parolacce vengono usate come riempitivi".

(Sci/Pe/Adnkronos)