INTERCETTAZIONI: MASTELLA DIFENDE MAGISTRATI, DI PIETRO TEME 'INCIUCIO'/RIEPILOGO
INTERCETTAZIONI: MASTELLA DIFENDE MAGISTRATI, DI PIETRO TEME 'INCIUCIO'/RIEPILOGO
BONAIUTI, ARIA IRRESPIRABILE E' ANCHE COLPA PRODI

Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - Le rivelazioni 'a rate' di Stefano Ricucci tengono con il fiato sospeso la classe politica. Dopo la pubblicazione di alcuni stralci di intercettazioni telefoniche risalenti all'estate del 2005, e' lo stesso finanziere a raccontare la 'sua verita'' a 'La Repubblica'. E a confermare contatti frequenti con il mondo politico. Il caso Antonveneta riporta in primo piano l'urgenza di una legge sulle intercettazioni, approvata alla Camera e ferma da mesi al Senato. Un testo che ad alcuni fa nascere il sospetto che l'obiettivo nascosto sia quello di punire la magistratura e la stampa, visti come i responsabili della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. Un sospetto pero' respinto dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

"Non c'e' nessuna idea e nessuna logica punitiva nei confronti della magistratura, come non accetto -sottolinea il guardasigilli- l'idea di una logica punitiva nei confronti della politica in generale". ''Nessuno pensi -avverte Mastella- di mettere sotto schiaffo i magistrati". Eppure nella maggioranza non tutti sono d'accordo. Anzi, Antonio Di Pietro denuncia proprio un disegno per colpire la magistratura. L'ex pm di Mani Pulite vede profilarsi un accordo tra i poli e parte all'attacco: ''All'inciucio che si sta proponendo al Parlamento di fare una legge che fermi le intercettazioni e fermi la divulgazione delle notizie, ci opporremo e non staremo un minuto di piu' -ammonisce il leader di Italia dei valori- ne' al governo ne' con quella maggioranza che ritiene di frenare il lavoro dei magistrati e imbavagliare quello dei giornalisti".

Mastella accelera anche sulla riforma della giustizia. Domani mattina i capigruppo del Senato metteranno in calendario la riforma dell'ordinamento giudiziario, con l'obiettivo di portare al termine i lavori entro il 31 luglio. Altrimenti entrerebbe in vigore la legge Castelli. Il ministro della Giustizia e' pronto a porre la questione di fiducia nel caso non si trovi l'accordo per un rinvio bipartisan. E con i tempi cosi' stretti, la riforma dell'ordinamento avra' la precedenza sul provvedimento sulle intercettazioni. Anche il centrodestra preme per mettere fine alla nuova stagione dei veleni. Ma non rinuncia ad attaccare il premier. ''Quando un presidente del Consiglio dice che l’aria irrespirabile -rimarca il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti- gli faccio notare che sta parlando dello suo stesso Paese e che quindi egli in qualche misura responsabile di quell’aria”. (segue)

(Pol-Leb/Pn/Adnkronos)