BOLOGNA: PRESIDE FACOLTA' MEDICINA, MAI 'PILOTATO' CONCORSI
BOLOGNA: PRESIDE FACOLTA' MEDICINA, MAI 'PILOTATO' CONCORSI

Bologna, 23 giu. - (Adnkronos) - Respinge le accuse di aver abusato della sua carica per pilotare concorsi banditi dalle facolta' di Medicina non solo di Bologna, ma anche di altre universita' italiane. Piuttosto, la preside della facolta' di Medicina di Bologna, Maria Paola Landini, destinataria di un avviso di fine indagine nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bologna sui presunti concorsi universitari truccati, dice di aver avuto solo un ruolo di garante virtuale. Nega di aver favorito ingiustamente un candidato nel conseguire l'idoneita' concordando la composizione della sua commissione d'esame.

Ammette di aver fatto delle telefonate, di aver avuto degli incontri conviviali con dei commissari e di essersi informata sulla dinamica o sull'esito dei concorsi. Ma di averlo fatto solo per ''dirimere dei conflitti interni alla facolta' o in ambito nazionale''. Poi spiega: ''Ho evitato di prendere posizione tutte le volte in cui capivo che il bene dell'istituzione sarebbe stato tutelato e che non si prospettavano sopraffazioni di candidati meritevoli. Ho invece ritenuto giusto e doveroso prendere posizione quando era evidente che il bene dell'istituzione non era considerato o quando candidati meritevoli rischiavano di essere sopraffatti. Ho preso posizione in modo deciso, pur senza reali capacita' decisionali e senza alcuna possibilita' di incidere ne' sui ruoli da bandire, ne' sull'esito dei concorsi banditi. La mia presa di posizione e' consistita in sondaggi di opinione, evidenziare i meriti, tentare di sanare contrasti o spiegare situazioni interne di facolta' a chi non ne era a conoscenza''.

Poi ammette che ''quando mi veniva chiesta una telefonata per un docente per noi valido l'ho fatto''. La professoressa ha spiegato di ''non aver svolto nessun ruolo attivo, ma come preside ero il riferimento, in qualche modo ero ritenuta il garante virtuale'' in una situazione in cui vi erano tensioni per via dell'alto numero di candidati. Infine la preside si e' augurata che l'inchiesta della Procura felsinea che vede 46 avvisi di fine indagine, solitamente preludio alla richiesta di rinvio a giudizio, serva a convincere il Ministero, al quale i magistrati hanno inviato gli atti, a cambiare il sistema dei concorsi.

(Mea/Ct/Adnkronos)