REGGIO CALABRIA: GDF SCOPRE TRUFFA DA UN MILIONE DI EURO (2)
REGGIO CALABRIA: GDF SCOPRE TRUFFA DA UN MILIONE DI EURO (2)

(Adnkronos) - Per gli uomini delle Fiamme Gialle il dispositivo della truffa era stato perfettamente studiato, grazie anche al determinante contributo illecito fornito da un collaudatore risultato contemporaneamente anche responsabile del settore. In questo modo secondo gli investigatori gli associati si erano assicurati una totale assenza di controlli ed ispezioni regionali. Addirittura, secondo quanto hanno accertato i finanziari di Melito Porto Salvao, per sviare ogni sospetto e garantire in modo fittizio tale ulteriore accertamento definitivo avevano incluso nel collaudo finale anche una falsa garanzia fidejussoria a copertura di oltre mezzo milione di Euro di incentivi in parte gi erogati ed in parte da ricevere dopo il collaudo finale. Una falsa polizza realizzata grazie al contributo di un fiduciario assicurativo calabrese di una importante Societ di Assicurazioni leader a livello nazionale, risultata all’oscuro della vicenda.

E per le Fiamme Gialle un ruolo essenziale stato fornito anche dai collaudatori regionali, i quali, oltre ad aver omesso di procedere al controllo finale e non aver proceduto all’attivazione della prevista e dovuta procedura di revoca e di recupero del credito elargito avevano certificato una revisione della contabilit dei lavori riconoscendo ammissibili spese per lavori in misura superiore alle effettive spese sostenute dalla Societ beneficiaria. Comportamento delittuoso agevolato anche dall’adozione, in passato, di criteri di assegnazione dei compensi dovuti ai collaudatori che veniva calcolato, in percentuale, alle spese dichiarate ammissibili dalla Commissione e non sull’incentivo effettivamente liquidato.

Determinate per mettere a segno la truffa secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle e’ stato il ruolo svolto, nella fase iniziale, da un ex dirigente regionale che gi nella fase istruttoria, senza tener conto dell’assenza del prescritto esame di merito e delle vive contraddizioni mosse da parte di alcuni uffici regionali competenti, era riuscito dapprima ad autorizzare arbitrariamente la sostituzione del soggetto beneficiario e addirittura, in assenza delle prescritte informazioni antimafia, a volturare l’ingente contributo alla Societ indagata, forzando le previste procedure di individuazione dei soggetti beneficiari su base concorsuale con la formazione di apposite graduatorie. (segue)

(Prs/Pn/Adnkronos)