SICILIA: BORSELLINO, SU LEGGE ELETTORALE SERVE CONVERGENZA
SICILIA: BORSELLINO, SU LEGGE ELETTORALE SERVE CONVERGENZA
MA IL DDL NON E' UNA PRIORITA'

Palermo, 26 giu. - (Adnkronos) - Il ddl elettorale non una “priorit” a differenza di quello sullo sviluppo “mai arrivato in aula”. Parola di Rita Borsellino, leader dell’Unione all’Assemblea regionale siciliana, che per oggi intervenuta nell’affaire legge elettorale e ha presentato alla stampa un pacchetto di emendamenti al testo in discussione in commissione.

“Non abbiamo presentato un ddl dell’Unione -ha spiegato la parlamentare- perch crediamo che su regole e valori della legge elettorale serva la convergenza pi grande tra gli schieramenti”. Resta in piedi per quello presentato dai ds, da quale ha ritirato la sua firma Francesco Cantafia, ex diessino transitato a Sinistra Democratica. E proprio in nome della convergenza la sorella del magistrato ucciso dalla mafia lancia un appello al presidente dell’Ars, Gianfranco Miccich, “affinch si faccia garante di un percorso quanto pi unitario possibile”.

Sbarramento al 4%, necessario come “deterrente alla frammentazione patologica, ma al tempo stesso in grado di garantire le forze minori”; doppia preferenza con una obbligatoriamente di genere e il limite massimo di rappresentanza per ogni genere in lista del 60% pena l’esclusione dalla competizione; l’indicazione chiara del voto per il sindaco e il presidente della provincia per “rispettare la volont degli elettori” sono solo alcuni degli emendamenti presentati stamani da Borsellino. A questi si aggiungono la norma che riguarda l’incompatibilit tra la carica di assessore e quella di consigliere comunale o provinciale “per dare pari opportunit a tutti” spiega la leader dell’Unione, la riforma delle circoscrizioni, previste solo per le tre aree metropolitane di Palermo, Messina e Catania e con "poteri di decentramento reali”.

Capitoli a parte quelli che riguardano il nuovo calcolo per la determinazione degli assessori e il referendum per la sfiducia al sindaco e/o al presidente della provincia. Il primo un emendamento presentato dalla Margherita che Borsellino ha accolto, in sostanza il calcolo dei membri della giunta verr fatto a seconda del numero di abitanti. Gli assessori saranno due in citt fino a 3mila abitanti; 4 fino a 10mila abitanti, 6 fino a 100mila, 8 fino 500mila, 10 oltre 500mila, “un modo per contenere i costi della politica” ha commentato Borsellino. Infine il referendum per sfiduciare il sindaco. In questo caso per avviare la procedura sar necessario il via libera da parte dei 2/3 del consiglio comunale. Per ritenere valida la consultazione occorrer, invece, il 50%+1 dei votanti del primo turno delle elezioni.

(Loc/Zn/Adnkronos)