UNICREDIT-CAPITALIA: CON FUSIONE ROMA PERDE CENTRO DECISIONALE/SCHEDA
UNICREDIT-CAPITALIA: CON FUSIONE ROMA PERDE CENTRO DECISIONALE/SCHEDA
A MILANO LA GESTIONE, AL NORD LA GUIDA DELLE DIVISIONI

Roma, 8 ago. (Adnkronos) - Una grande operazione finanziaria, ma anche la consacrazione definitiva di Milano come unico centro decisionale finanziario italiano. E del Nord, con Torino, Verona e Bologna, come sede esclusiva delle 'succursali' operative. La fusione di Capitalia in Unicredit, che ha ricevuto il 30 luglio il via libera delle rispettive assemblee e che sar pienamente operativa da ottobre, ha trovato un consenso generalizzato, anche se, di fatto, sancisce la fine della finanza romana. Con Bnl ormai integrata nella francese Bnp Paribas e Capitalia 'incorporata' in Unicredit, il tessuto imprenditoriale capitolino, cos come quello di tutto il centro-sud, ha perso i propri punti di riferimento all'interno del sistema bancario.

Restano a presidiare il territorio i marchi Banca di Roma e Banco di Sicilia, come fermamente voluto in sede di trattativa dal presidente dell'istituto capitolino Cesare Geronzi, ma la gestione sar centralizzata e lontana da Roma: a Milano la guida operativa, a Torino quella del segmento private, a Verona del corporate, a Bologna del retail. E anche la prima linea del management stata blindata con le promozioni simultanee a vice Ad dei tre uomini di fiducia di Alessandro Profumo, Paolo Fiorentino, diventato anche Ad pro tempore di Capitalia, Sergio Ermotti e Roberto Nicastro.

E' con questa organizzazione e questa nuova realt, sia a livello territoriale che manageriale, che dovranno confrontarsi gli interlocutori storici della banca romana. Azionisti e non, in genere tutti esposti nei confronti della banca. E' nei confronti di questi clienti, facoltosi e quindi portatori di buoni affari, che il management dovr misurare la propria capacit di coniugare le esigenze della ricerca massima di efficienza, vero e proprio 'pallino' di Profumo, e del sostegno a un tessuto economico-produttivo che verso la fusione nutre qualche preoccupazione. (segue)

(Fin/Pe/Adnkronos)