CUBA: CASTRO, PUGILI 'DISERTORI' COME SOLDATI CHE ABBANDONANO COMBATTIMENTO (2)
CUBA: CASTRO, PUGILI 'DISERTORI' COME SOLDATI CHE ABBANDONANO COMBATTIMENTO (2)
'LIDER MAXIMO' NON ESCLUDE ASSENZA NAZIONALE BOXE A MONDIALI CHICAGO

(Adnkronos/Dpa) - Nell'editoriale intitolato 'La constancia escrita', Castro prende posizione sulla vicenda dei due pugili cubani di livello mondiale, Guillermo Rigondeaux e Erislandy Lara, che le autorit brasiliane hanno rispedito domenica scorsa a Cuba, dopo che lo scorso 22 luglio avevano "abbandonato" la loro rappresentativa giunta a Rio per i Giochi Panamericani. E' la prima volta che L'Avana ammette il problema degli "sportivi disertori". Attualmente i due pugili, su cui non stato spiccato alcun mandato di arresto - secondo quanto riferito dalle autorit cubane - sono stati "temporaneamente trasferiti in una foresteria dove gli consentito di vedere i loro familiari".

Nelle sue nuove riflessioni, Castro non esclude l'assenza di Cuba ai prossimi campionati mondiali di boxe in programma a Chicago, decisivi per le qualificazioni alle Olimpiadi di Pechino 2008, proprio allo scopo di evitare nuove clamorose defezioni. "Le autorit sportive stanno vagliando tutte le alternative, tra cui cambiare la lista dei pugili e finanche di non inviare una delegazione. Stanno, allo stesso tempo, studiando strategie e procedure da seguire", scrive il 'lider maximo', ancora sulla via del pieno recupero dopo la delicata operazione chirurgica a cui stato sottoposto la scorsa estate, in seguito ad un'emorraggia intestinale.

Il capo di stato cubano, parlando della vicenda dei boxeur, non perde occasione per un'altra sferzata agli Stati Uniti. A Chicago, per i mondiali di boxe, "ci saranno squali della mafia che chiederanno carne fresca", ma Cuba non ha "alcuna intenzione di recapitargliela a domicilio". "Cuba non sacrificher una delle sue punte di orgoglio (il movimeno pugilistico cubano, ndr) nonch le sue idee per le medaglie d'oro olimpiche. Prevarranno, innanzitutto, la morale e il patriottismo dei suoi atleti", sottolinea Fidel Castro che, dal 31 luglio del 2006, ha ceduto i poteri al fratello Raul. "Lo sport sano incompatibile con il consumismo e lo sperpero, che la radice dell'attuale e irreversibile crisi economica e sociale nel mondo globalizzato", conclude il 'lider maximo', deluso dal comportamento dei due assi del pugilato cubano.

(Psv/Pe/Adnkronos)