WELFARE: NO DI FIOM PESA ANCHE SU VERTENZA METALMECCANICI, DOMANI AL VIA
WELFARE: NO DI FIOM PESA ANCHE SU VERTENZA METALMECCANICI, DOMANI AL VIA
SEGRETERIE FIM FIOM UILM IL 17 - CALEARO, SPERO CHE NEGOZIATO RESTI SINDACALE

Roma, 12 set.(Adnkronos) - Riparte domani la vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Ma sul negoziato, oneroso e impegnativo, si proietta l'ombra lunga del no con cui la Fiom ha bocciato il protocollo sul Welfare. Il confronto che attende Fim, Fiom e Uil con Federmeccanica, infatti, si intreccera' fortemente con quei capitoli sul mercato del lavoro e della competitivita' contenuti nell'intesa con il governo. Ed il rischio e' che questa diversita' di vedute tra tute blu sull'accordo, complichi una partita gia' complessa e in salita. Timori che e' il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo a sintetizzare per tutti gli industriali: "Il no della Fiom non aiuta il negoziato e speriamo che con questa decisione la vertenza resti di natura sindacale", dice.

Il nuovo round di domani, previsto in ristretta, che servira' ad approfondire i temi dell'inquadramento professionale, dell'orario e del mercato del lavoro, dovrebbe comunque risolversi in un appuntamento interlocutorio. L'attenzione, infatti, e' puntata sulla riunione delle segreterie unitarie di Fim Fiom e Uilm, previste per il 17 settembre prossimo, che saranno chiamate gioco forza a chiarire quali saranno i rapporti tra i sindacati nel negoziato e rispetto al Protocollo e a disinnescare la miccia accesa sul percorso unitario della vertenza. A pesare, nella discussione, sara' molto probabilmente anche la manifestazione del 20 ottobre organizzata dalla sinistra radicale contro il Protocollo alla quale, a titolo personale, il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, e altri sindacalisti metalmeccanici della Cgil, hanno gia' ufficialmente aderito.

Una protesta che arriverebbe dopo il referendum tra i lavoratori previsto il 10 ottobre, che con grande probabilita' validera' l'intesa siglata con il governo, e a poche settimane dalla scadenza della moratoria (1 ottobre) per la proclamazione degli scioperi in appoggio alla vertenza contrattuale. Il rischio che si possano confondere obiettivi e mobilitazioni sembra ben presente in Fim e Uilm che al momento pero' ostentano un seppur contenuto ottimismo."Il clima unitario faticosamente costruito nella categoria per il confronto sul rinnovo del contratto nazionale non deve risentire delle divisioni presenti a proposito di questo accordo. Mi auguro che il gruppo dirigente della Fiom la pensi nello stesso modo e sappia tenere nella consultazione un comportamento corretto”, auspica infatti il leader della Fim, Giorgio Caprioli mentre la decisione Fiom "non stupisce" il segretario generale della Uilm, Tonino Regazzi che ricorda come "l'impostazione del sindacato sia la stessa di quella che porto' agli accordi separati del 2001 e del 2003".

(Tes/Pe/Adnkronos)