FINANZIARIA: CON OK CDM UNIONE 'RIPARTE', MA BERLUSCONI CHIEDE 'PRODI A CASA' (9)
FINANZIARIA: CON OK CDM UNIONE 'RIPARTE', MA BERLUSCONI CHIEDE 'PRODI A CASA' (9)
MARONI, PARTITA VERA QUANDO SI DISCUTERA' IN PARLAMENTO

(Adnkronos) - Tutto rimandato al dibattito parlamentare per la Lega, che non crede affatto nella ritrovata compattezza della maggioranza. "Qualche ministro sara' anche stato accontentato, ma la partita inizia adesso, quando la finanziaria arriva in Parlamento", dice Roberto Maroni. Secondo il capogruppo alla Camera "ci saranno i gruppetti, i gruppuscoli, i singoli, ciascuno dei quali ha qualcosa da richiedere, qualcosa che non va. Io mi immagino che in Parlamento il percorso sara' a ostacoli. E in Senato comincera' la partita vera, che e' tutta da scrivere, quella che arriva in Parlamento e' una bozza di finanziaria. La vera finanziaria si fara' in Senato ed e' tutta da scrivere e per il governo -prevede Maroni- saranno dolori".

Stessa lunghezza d'onda per il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli. "La finanziaria che abbiamo visto ieri non e' la vera finanziaria. E' la finanziaria buona per far sembrare buono anche il governo, nel caso di elezioni la prossima primavera", dice. Secondo l'ex ministro del Carroccio "la vera finanziaria sara' in Parlamento, dove ancora oggi devono trovare una maggioranza. Questa e' la 'scatola' per presentarsi alle prossime elezioni politiche. Ma, per farla passare dovrebbero fare un viaggio a Lourdes". E il presidente dei senatori della Lega Roberto Castelli parla di un passaggio in Senato ''molto doloroso''.

Anche per il centrista Mario Baccini "il governo non ha superato alcuna prova impegnativa. Alle giuste polemiche del ministro Parisi per il drastico taglio in un settore strategico come quello della Difesa, si aggiunge il rinvio, come avevamo pronosticato, del protocollo su welfare e pensioni". ''Una decisione -dice il vicepresidente del Senato- che evidenzia le difficolta' interne alla maggioranza: non hanno i numeri per imboccare una strada piuttosto che un'altra: da una parte la sinistra massimalista tira Prodi per la giacca chiedendo provvedimenti demagogici da utilizzare come trofei e impedendo di fare riforme essenziali, come quella previdenziale, dall'altra Dini e altri chiedono che non vi sia nessuna modifica. In ogni caso -rimarca Baccini- manca un progetto serio di rilancio del Paese. I nodi verranno al pettine in Parlamento''.

(Pol-Leb/Gs/Adnkronos)