GIUSTIZIA: GIUDICI DI PACE SUL PIEDE DI GUERRA, SERVE RIFORMA DELLA CATEGORIA (4)
GIUSTIZIA: GIUDICI DI PACE SUL PIEDE DI GUERRA, SERVE RIFORMA DELLA CATEGORIA (4)
DAL '91 AD OGGI, ECCO COM'E' CAMBIATA QUESTA FIGURA

(Adnkronos) - Un cittadino che lavora per mero senso civico ed al servizio della comunit senza pretese in termini economici. E che due volte al mese, per mezza giornata, chiamato a decidere su questioni non troppo impegnative. Con queste caratteristiche in Inghilterra era nata, prima che in Italia, la figura del giudice di pace paladino dei diritti civili. E ancora oggi in Gran Bretagna il salumiere, dopo aver chiuso la bottega, svolge questa seconda professione.

In Italia il legislatore del ’91 si era ispirato proprio a questo modello, e in via sperimentale aveva messo alla prova questa nuova figura giuridica. Ma col passare del tempo le differenze tra il modello anglosassone e quello italiano sono venute fuori. “Nel nostro Paese – spiega l’avvocato Gabriele Longo – impensabile che il giudice di pace lavori ogni 15 giorni e solo per mezza giornata. La mole di lavoro talmente tanta che non esistono giorni di riposo. Sui nostri tavoli anche a Natale, Pasqua e Ferragosto ci sono i ricorsi degli immigrati che si oppongono al provvedimento di espulsione. Inoltre la nostra professione incompatibile con altre attivit lavorative”.

proprio per questo, secondo Longo, che occorre ridimensionare la legislazione dei giudici di pace al nuovo peso che rivestono nel pianeta giustizia. Un peso fondamentale, in cui a parlare sono le cifre. Sono un milione e seicento l’anno i procedimenti assegnati ai giudici di pace, tra cause civili, penali, decreti ingiuntivi, sanzioni amministrative e provvedimenti in materia di immigrazione. (segue)

(Mrg/Gs/Adnkronos)