ROMA: GIRO (FI), MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE SU DEGRADO CITTA'
ROMA: GIRO (FI), MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE SU DEGRADO CITTA'
MARTEDI' PROSSIMO FARO' UN ALTRO DIGIUNO DELLA FAME

Roma, 30 set. - (Adnkronos) - "Domani chieder al capogruppo di Fi al Consiglio comunale di Roma, Michele Baldi, di preparare una mozione sul degrado denunciato da un servizio apparso su Repubblica dove si dimostra ci che Fi aveva pi volte dichiarato in questi ultimi mesi sulla presenza di favelas e baraccopoli lungo gli argini del Tevere in pieno centro di Roma da ponte Milvio a ponte Sisto e Testaccio, fino alla zona dell'Eur". Lo dichiara in una nota Francesco Giro deputato, coordinatore regionale del Lazio di Forza Italia e commissario per la Citt di Roma.

"La mozione - spiega - vuol essere un atto di accusa forte e un richiamo al comune senso di responsabilit, anche nostra, di fronte a quello che personalmente definisco e non ho alcun timore di definire un autentico olocausto sociale della povert della disperazione e dell'esclusione di uomini, donne e bambini costretti a vivere fra topi e immondizia nella pi assoluta indigenza, lungo le rive del Tevere, in una Roma sotterranea e sottratta ai valori pi elementari di umanit e di solidariet". "Consideriamo il sindaco di Roma fra i maggiori responsabili di questo scempio di umanit - aggiunge - Veltroni deve rompere il suo silenzio assordante su questo scandalo e deve uscire dall'omert di una politica che ha scelto altre priorit e altri obiettivi".

"Se come ci ha insegnato il pi mediatico sindaco italiano, la politica anche comunicazione e dialogo serrato con l'opinione pubblica, allora Veltroni deve parlare pubblicamente di questi problemi, deve dichiararne l'esistenza, deve porli all'attenzione della sua amministrazione - prosegue - Finora non lo ha fatto con la dovuta nettezza e moralit. Finora ha compiuto una scelta politica diversa, quella della cultura e del pil economico. E'giunto ora il momento di parlare di pil sociale, di umanit e di dolore, di lavoro che manca, di giovani che si rifugiano nella droga, di bambini poveri, di anziani soli". "C' anche questa Roma dolente. Non parlarne e non cercare di risolvere positivamente e con forza questi problemi significa arrendersi alla politica del potere, dei poteri, dei privilegi - sottolinea - Roma ha bisogno di altro ma purtroppo Veltroni non lo comprende prigioniero della sua immagine e del suo narcisismo politico". "Noi faremo di tutto perch lo comprenda - conclude - Quanto a me, marted prossimo far un altro digiuno della fame e della sete contro l'olocausto dei disperati del fiume Tevere, i moderni para di Roma".

(Sci/Gs/Adnkronos)