TOSCANA: BANDINELLI, SU COSTI POLITICA BENE MARTINI MA NON BASTA
TOSCANA: BANDINELLI, SU COSTI POLITICA BENE MARTINI MA NON BASTA
OCCORRE RIDUZIONE DEL NUMERO DEI CONSIGLIERI REGIONALI EMODIFICA LEGGE ELETTORALE

Firenze, 30 set. - (Adnkronos) - “Ha fatto bene il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, a mettere mano alla riduzione dei costi della politica toscana, ma il divieto imposto alle tre Aziende toscane per il diritto allo studio universitario di attribuire incarichi dirigenziali e di assumere altri impegni, che possano ostacolare il progetto di accorpamento di Firenze, Siena e Pisa, e’ solo una goccia ed io mi auguro che la volont di ridurre i costi della politica anche in Toscana sia in grado di incidere piu’ in profondita’ ed in maniera piu’ estesa”. Cristina Bandinelli, candidata alla segreteria regionale toscana del Partito Democratico per “Democratici, Davvero”, il raggruppamento guidato da Rosy Bindi, punta il dito su altri costi “che gravano sulla collettivita’ toscana, a partire da quello dei consiglieri il cui numero, eccessivo, deve essere ridotto subito”.

Bandinelli, che nel pomeriggio di domenica ha partecipato, a San Giovanni Valdarno, alla convention nazionale delle liste “Democratici, Davvero”, ha lanciato un appello per la riduzione del numero dei membri del Consiglio regionale toscano, rispondendo alle domande che le ha rivolto Gad Lerner. “Riduzione del numero dei consiglieri – ha dichiarato Bandinelli -, ma anche la cancellazione della legge elettorale toscana, sulla quale e’ stata modellata la pessima legge elettorale nazionale, che ha tolto ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti che oggi sono semplicemente cooptati dalle segreterie dei partiti e dai potenti di turno”.

“Questo – prosegue la candidata alla segreteria toscana del Pd –, non solo crea un pericoloso deficit di democrazia, ma innesta un meccanismo di selezione della classe dirigente basato sull’ appartenenza e la fedelta’ e non sulle reali capacita’ di elaborare nuove idee e nuovi progetti e, soprattutto, di prendere decisioni in piena autonomia avendo come unico punto di riferimento il bene comune, quindi lo sviluppo economico ed il miglioramento dei servizi al cittadino”. “Anche i giovani e le donne sono cooptati oggi – ha concluso Bandinelli -e questo non da’ alcuna garanzia ne’ di rappresentanza di genere ne’ generazionale. Non deve essere la politica a scegliere le donne ed i giovani, ma le donne ed i giovani a scegliere la politica, solo cosi’ potranno davvero portare le istanze dei propri rappresentati”.

(Red-Xio/Pe/Adnkronos)