MASSACRO CIRCEO: COSA ACCADDE IN QUELLE 36 ORE DI TERRORE/ADNKRONOS
MASSACRO CIRCEO: COSA ACCADDE IN QUELLE 36 ORE DI TERRORE/ADNKRONOS
UCCISA ROSARIA LOPEZ, L'AMICA DONATELLA COLASANTI SI SALVO' FINGENDOSI MORTA

Roma, 30 mag. - (Adnkronos) - Torna libero uno dei killer del massacro del Circeo, Gianni Guido, condannato a 30 anni per aver ucciso, insieme agli amici Angelo Izzo e Andrea Ghira, Rosaria Lopez e aver ridotto in fin di vita la sua amica Donatella Colasanti. A oltre 30 anni si torna a parlare, ancora una volta, del massacro avvenuto sul litorale di Latina, il 30 settembre 1975. Quella sera in una villa del Circeo Gianni Guido, 19 anni, Angelo Izzo, 20 anni, e Andrea Ghira, 22 anni, picchiano, violentano e annegano una studentessa di 19 anni, Rosaria Lopez, e riducono in fin di vita una sua amica di appena 17 anni, Donatella Colasanti, che riesce a salvarsi solo facendosi credere morta dai tre massacratori. Proprio credendola morta, infatti, Izzo, Guido e Ghira la chiudono con la Lopez nel bagagliaio della loro auto, una Fiat 127. Sara' la Colasanti a raccontare i dettagli di quelle 36 ore di terrore.

I tre giovani invitano le due ragazze a una festa nella villa. Festa che per le giovani si trasforma presto in un incubo. Sono le 19,30 quando Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira dicono alle ragazze che le avrebbero addormentate per poi riportarle a Roma. I tre massacratori preparano due siringhe con del liquido rosso. Poi Rosaria e Donatella vengono separate, la Lopez viene portata da Izzo e Guido al piano di sopra, mentre la Colasanti resta al piano terra con Ghira. Quando si accorgono che le iniezioni non fanno effetto, la situazione precipita.

La Colasanti sente l'acqua scorrere nel bagno del piano di sopra, dove Izzo resta con la Lopez mentre Guido e Ghira si alternano per aiutarlo. Poi, atterrita, sente le grida della ragazza, a tratti interrotte come se le stessero infilando la testa nell'acqua. Qualche minuto di urla, poi il silenzio. Per Rosaria Lopez e' la fine. I suoi assassini passano a colpire l'amica. Quando scendono dal piano superiore e si rendono conto che anche sulla Colasanti l'iniezione non ha avuto effetto, i tre cominciano a colpirla alla testa con il calcio della pistola, poi la prendono a pugni e le legano un laccio attorno al collo. La trascinano nuda per tutta la casa. La Colasanti sviene. Quando si riprende sente qualcuno dire: 'Questa qui non vuole morire'. A questo punto, disperata, la ragazza capisce che la sola cosa da fare per salvarsi e' fingersi morta. (segue)

(Rre/Pn/Adnkronos)