MUSICA: GINO PAOLI, SCRISSI 'IL CIELO IN UNA STANZA' PER UNA PROSTITUTA
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MUSICA: GINO PAOLI, SCRISSI 'IL CIELO IN UNA STANZA' PER UNA PROSTITUTA
IL MIO TENTATO SUICIDIO? UNA GRAN FESSERIA, CREDEVO DI AVER VISTO TUTTO

Roma, 23 apr. - (Adnkronos) - "Ho scritto 'Il cielo in una stanza' per una signorina del bordello Il Castagna di Genova. Che c’ di strano? Chi l’ha detto che non si pu amare una puttana? Per me il sesso come un sacrificio umano, qualcosa che ti scaraventa in una dimensione mistica. Se non c’ amore, lo chiama, lo fa nascere, magari anche solo per quel momento. E poi non lo sa che il peccato mette il sale nel sesso? Che la migliore la scopata 'cattolica'? Il sesso come reazione a un’imposizione, una cosa che moltiplica il godimento". A parlare cosi' e' Gino Paoli, in un'intervista 'senza filtri' concessa all'Espresso, in cui parla dei suoi 50 anni di carriera, del suo ultimo e discusso disco 'Il pettorosso', dei suoi amori, del sesso e dei suoi gesti estremi. Come il suo tentato suicidio di molti anni fa che oggi definisce "una gran fesseria": "Era un secolo fa -dice- credevo di aver visto tutto e volevo andare oltre. Oggi, dall’alto della mia et, la giudico una gran fesseria. Oggi so che si impara piano piano".

Paoli parla anche delle polemiche seguite alla pubblicazione di “Il pettirosso”, canzone che racconta di un settantenne che muore mentre violenta una bambina di 11 anni e lei ne ha tanta piet da accarezzargli il viso, e che gli e' valsa persino accuse di pedofilia. "Il mondo -replica il cantante genovese- pieno di imbecilli che faticano a pensare. Io ho scritto di un matto che non sa quello che fa e che morendo riceve la piet quasi cristiana della sua vittima. Anche chi fa gesti deviati resta un essere umano. Mi ha urtato che abbiano coinvolto la mia persona con il fatto artistico. Ho querelato tutti. Se si ricomincia a giudicare l’arte con il filtro della morale, torniamo indietro di secoli. L’arte fuori dall’etica: estetica. E poi sa che le dico? Sono contento che ci sia stata polemica. Avevo paura di essere ormai omologato. Se tutti sono d’accordo con te vuol dire che sei finito. Nell’ottica surrealista dei baffi alla Gioconda, ho deciso che se mi attaccano sono ancora valido", sottolinea.

(Spe/Zn/Adnkronos)