ENOLOGIA: ZAIA, UNA PARTE DEI 314 MLN OCM VINO PER FAR CRESCERE PROSECCO
ENOLOGIA: ZAIA, UNA PARTE DEI 314 MLN OCM VINO PER FAR CRESCERE PROSECCO

Roma, 3 ago. - (Adnkronos) - “Potrei fare tranquillamente un discorso in triestino, che simile al mio trevigiano, perch sono un ministro del territorio. Avevo promesso che sarei venuto qui per l’entrata in vigore della nuova normativa sul Prosecco ed eccomi a celebrarla con voi: abbiamo la tutela del nome Prosecco come denominazione d’origine protetta”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia durante la visita a Prosecco, in provincia di Trieste, dove ha piantumato il vitigno 'Glera'. Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore regionale alle Risorse agricole, naturali e forestali Claudio Violino e l'assessore regionale alle Autonomie locali e Pianificazione territoriale Federica Seganti.

Zaia ha scelto il luogo da cui il vino prende il proprio nome, per parlare del decreto ministeriale con cui stata riconosciuta la nuova Doc Prosecco e le due Docg storiche “Conegliano Valdobbiadone – Prosecco” e ”Colli Asolani – Prosecco” o “Asolo-Prosecco”. “Vi ringrazio per il vostro coraggio nel sostenere questo progetto – ha proseguito il ministro - sarete tra le poche province a piantare una vite che si chiama ‘Glera’ e a produrre un vino che si chiama Prosecco. In questa Regione ci sono 200 ettari coltivati ma si pu crescere e insieme all’assessore Violino siamo d’accordo di investire quota parte dei 314 milioni di euro della Ocm vino in questa direzione”.

Zaia ha sottolineato come una delle “priorit della mia amministrazione controllare e difendere i consumatori e i produttori onesti. Per questo - ha aggiunto il ministro – ho riunito l’Ispettorato Controllo Qualit, il Nucleo Antifrodi Carabinieri, le Capitanerie di Porto Guardia Costiera e il Corpo Forestale dello Stato, e ho detto loro: da oggi si cambia musica non si inseguono pi i pensionati nelle campagne ma i criminali dell’agroalimentare. Vi invito ad essere consumatori oculati, identitari e stagionali, ricordandovi che se sparisce un contadino sparisce la storia di un luogo”.

(Sec/Pn/Adnkronos)