SCUOLA: BUFERA SU ORA RELIGIONE, CEI ATTACCA TAR E GELMINI FA RICORSO/RIEPILOGO (2)
SCUOLA: BUFERA SU ORA RELIGIONE, CEI ATTACCA TAR E GELMINI FA RICORSO/RIEPILOGO (2)
MINISTRO ISTRUZIONE, DIFENDERE VALORI CATTOLICI DA LAICITA' INTOLLERANTE

(Adnkronos) - Netta la posizione di Gelmini contro la decisione del Tar del Lazio. ''La religione cattolica -afferma il ministro- esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicita' deve essere riconosciuta e tutelata. Una unicita' che la scuola, pur nel rispetto di tutte le altre religioni, ha il dovere di riconoscere e valorizzare''. ''I principi cattolici dunque, che sono patrimonio di tutti -aggiunge Gelmini- vanno difesi da certe forme di laicita' intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione. Per questo ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar''.

''Sono fiduciosa che, come e' accaduto altre volte in passato -ricorda- il Consiglio di Stato possa dare ragione al ministero e all'ordinamento in vigore''. ''In Italia -aggiunge il ministro dell'Istruzione- vi e' piena liberta' di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perche' qualcuno voglia limitare questa liberta'. L'ordinanza del Tar infatti determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso''. ''Il Tar del Lazio -rimarca Gelmini- ha sostenuto che per chi non sceglie l'insegnamento della religione cattolica puo' configurarsi una situazione di svantaggio. Tale tesi non e' condivisibile in quanto l'insegnamento della religione cattolica non costituisce un credito scolastico, ma un credito formativo e non incide quindi in maniera diretta sul voto finale''.

''E' pertanto davvero incomprensibile -sottolinea Gelmini- che solo la religione cattolica non debba contribuire alla valutazione globale dello studente tra tutte le attivita' che danno luogo a crediti formativi. L'ordinanza del Tar peraltro tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie a e di serie b. Al contrario ritengo che il ruolo degli insegnanti di religione vada accresciuto e valorizzato. Per questo -spiega Gelmini- dal prossimo anno e' mia intenzione coinvolgere i docenti di religione cattolica in attivita' di formazione, secondo gli obiettivi della riforma del primo e del secondo ciclo d'istruzione''. (segue)

(Pol-Leb/Ct/Adnkronos)