SCUOLA: BUFERA SU ORA RELIGIONE, CEI ATTACCA TAR E GELMINI FA RICORSO/RIEPILOGO
SCUOLA: BUFERA SU ORA RELIGIONE, CEI ATTACCA TAR E GELMINI FA RICORSO/RIEPILOGO
GASPARRI, DERIVA ANTICATTOLICA SENZA PRECEDENTI-DI PIETRO DIFENDE SENTENZA

Roma, 12 ago. (Adnkronos) - E' bufera sulla sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini d'esame. La chiesa non ci sta e attacca a testa bassa la decisione dei giudici amministrativi. E' una sentenza che danneggia la laicita' dello Stato e rappresenta il sintomo del ''piu' bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identita''', incalza il presidente della commissione episcopale per l'educazione cattolica, monsignor Diego Coletti. Contro la sentenza, il ministero dell'Istruzione presentera' ricorso al Consiglio di Stato. L'annuncio arriva da Mariastella Gelmini. ''E' ingiusto -tuona il ministro dell'Istruzione- discriminare l'insegnamento della religione cattolica''.

I principi cattolici, sottolinea ancora Gelmini- sono ''patrimonio di tutti'' e vanno difesi ''da certe forme di laicita' intollerante''. ''In Italia -ricorda Gelmini- vi e' piena liberta' di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perche' qualcuno voglia limitare questa liberta'. L'ordinanza del Tar infatti - sottolinea - determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso''. All'indignazione della Cei fanno eco le proteste di tutta la maggioranza e di buona parte dell'opposizione parlamentare. Le critiche dei vescovi, rimarca il ministro delle Politiche Ue, Andrea Ronchi, ''interpretano un sentimento condiviso da milioni di italiani''.

Mentre il titolare dell'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, plaude all'iniziativa di Gelmini. Per il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, ''siamo di fronte ad una deriva anticattolica che non ha precedenti nella storia e nella tradizione del nostro paese''. Anche l'Udc attacca il Tar,: dietro la sentenza, argomenta il segretario Lorenzo Cesa, e' difficile non vedere un ''pregiudizio ideologico contro l'insegnamento della religione cattolica''. Poche le voci che si alzano a difesa della decisione del tribunale amministrativo. Tra queste, quella di Antonio Di Pietro che ''da cattolico'' condivide la sentenza. ''In uno Stato laico tutti i cittadini, cattolici e non cattolici, hanno uguali diritti. Non ci puo' essere una discriminazione nel profitto scolastico su base religiosa'', avverte il leader di Idv. (segue)

(Pol-Leb/Ct/Adnkronos)