Unita' d'Italia: 'Osservatore romano', su celebrazioni classe politica latita
Unita' d'Italia: 'Osservatore romano', su celebrazioni classe politica latita
CI SI AFFIDA SOLO A FICTION TELEVISIVE

Citt del Vaticano, 12 ago. (Adnkronos) - Ci si avvia a celebrare i prossimi 150 anni dell’unit d’Italia solo con le fiction televisive mentre la classe politica latita, incerta e silente, e i diversi antagonismi di ieri e di oggi - da Rifondazione comunista, alla Lega nord, ai mille rivoli del meridionalismo – propongono sempre una ''qualche patria alternativa - politica, morale o geografica ‘alternativa’ - che forma la sua identit in opposizione a quella accreditata”. E’ questo il duro attacco dell’Osservatore romano sul tema delle celebrazioni dell’unit d’Italia previste per il 2011. Il quotidiano del Vaticano ricorda come l’idea di un museo della nazione vide la fiera opposizione del quotidiano di comunista “Liberazione”, mentre oggi sono i leghisti a contestare le celebrazioni.

“E oggi come allora – spiega l’Osservatore - la classe politica non di rado latita in una progettualit politico-culturale, a tratti silente, a volte incerta, forse provata dalla crisi economica o forse, pi prosaicamente, dalla calura estiva”. “Fatto sta – prosegue il giornale vaticano - che se i lanci delle agenzie di stampa di fine luglio venissero confermati, molto probabilmente, gi a partire dalla prossima primavera, ci troveremo a celebrare i 150 anni dell'unit d'Italia con una o pi fiction televisive che metteranno in scena alcuni momenti della storia patria. Da pi parti si auspicato, infatti, un ruolo ‘rilevante’ da assegnare alla televisione pubblica e c' perfino chi ha proposto — come il ministro Giorgia Meloni — di realizzare delle fiction sui ‘poeti-guerrieri come Mameli e Pisacane’”.

Da qui l’Osservatore tra spunto per rievocare quanto gi accaduto in questo ambito: “Tuttavia, se le fiction televisive, in alcuni casi, riescono a vincere la battaglia dell'auditel — come successe nel 2007 quando le camicie rosse di Eravamo solo Mille sconfissero le maglie blu e bianche e di Amici di Maria de Filippi — difficilmente rimangono per lungo tempo nelle memoria collettiva di un Paese. Anzi, l'indomani, al massimo il giorno successivo, vengono dimenticate quand'anche apostrofate nel peggiore dei modi. Leggere per credere”. (segue)

(Fpe/Ct/Adnkronos)