VATICANO: SARTE,TRADUTTRICI E CONTADINE, L'OPERA DELLE SUORE DI CLAUSURA DEL PAPA (2)
VATICANO: SARTE,TRADUTTRICI E CONTADINE, L'OPERA DELLE SUORE DI CLAUSURA DEL PAPA (2)
''PER IL SOSTENTAMENTO C'E' L'AIUTO DEL PAPA E I PROVENTI DEL NOSTRO LAVORO''

(Adnkronos) - Alla domanda su quale significato abbia una comunit monastica all'interno del Vaticano, madre Maria Sofia Cichetti replica all'Osservatore Romano'': '' innanzitutto una vocazione, perch siamo state chiamate dal Papa. poi una grazia e un privilegio. Significa donare noi stesse, vivere la nostra vita di consacrazione religiosa in questo ambiente particolare, il Vaticano, nella casa del Papa, cercando di fare tutto con amore, con gioia e con sacrificio''. Per le fonti di sostentamento necessarie alla conduzione del monastero, ''c', innanzitutto, l'aiuto del Papa. E poi i proventi del nostro lavoro''.

'' giusto che contribuiamo anche noi al nostro sostentamento, sia per imitare la sacra Famiglia di Nazareth, sia per la nostra dignit religiosa, fedeli al carisma benedettino, improntato sull'ora et labora. Il lavoro manuale principale quello che facciamo nell'orto, dal quale ricaviamo verdura e legumi per il Papa e per la comunit. Eseguiamo anche traduzioni, ricami su oggetti liturgici per la nostra chiesa e su commissione, miniature e pergamene. Questi lavori -spiega la badessa- ci permettono di avere delle entrate, in modo che noi stesse abbiamo la gioia di pensare al nostro sostentamento. Un altro lavoro che eseguiamo molto volentieri e che ci onora la cura della talare bianca del Papa''.

''In questi anni- spiega all''Osservatore Romano'' -abbiamo intessuto molte amicizie anche con persone generose. Siamo veramente commosse di questa bont. Abbiamo ricevuto in dono tante cose, soprattutto viveri, oltre a mobili e oggetti vari. Non abbiamo voluto accumulare cose superflue e perci abbiamo deciso di condividere tutto con i pi poveri. Due realt in particolare sono state oggetto della nostra condivisione: la Casa Dono di Maria, dove operano le suore di madre Teresa di Calcutta, che accolgono tanti poveri ogni giorno, e il dispensario pediatrico Santa Marta, che si occupa della cura dei bambini malati di ogni nazionalit e religione. Conosciamo anche delle famiglie che in questi tempi di crisi hanno bisogno di aiuto e quindi condividiamo con loro quanto ci viene dato. Vorrei sottolineare che non si tratta di fare la carit, ma di condividere quello che abbiamo, vestiti, cibo, giocattoli, con i fratelli''. (segue)

(Sin/Ct/Adnkronos)