VATICANO: SARTE,TRADUTTRICI E CONTADINE, L'OPERA DELLE SUORE DI CLAUSURA DEL PAPA (3)
VATICANO: SARTE,TRADUTTRICI E CONTADINE, L'OPERA DELLE SUORE DI CLAUSURA DEL PAPA (3)
L'ORTO COLTIVATO SENZA SOSTANZE CHIMICHE, LA RICETTA SEGRETA DELLE MARMELLATE, LE ROSE CHE PIACCIONO A BENEDETTO XVI

(Adnkronos) - E l'orto? Che tipo di lavoro richiede e cosa viene coltivato? ''L'esperienza della cura dell'orto -spiega la religiosa all'Osservatore Romano''- molto bella, perch ci mette in contatto con la natura e con l'autore della natura, che Dio. Coltivare una preghiera fatta con le mani, anche un lodare la bellezza della natura e del Creatore. Vedere i semi che crescono a poco a poco, osservare le pianticelle che diventano grandi, scorgere prima i fiori e poi i frutti, seguire nelle sue varie fasi lo sviluppo della vita vegetale: tutto ci ci aiuta anche nella preghiera e nella contemplazione. Zappare, vangare, innaffiare senza dubbio faticoso, ma un sacrificio che viene ripagato quando l'orto ci fornisce pomodori, peperoni, zucchine, cavoli, odori, menta''.

''Tutto -aggiunge la badessa- viene coltivato in modo naturale, concimato con letame, e non con sostanze chimiche, che viene direttamente dalle Ville pontificie di Castel Gandolfo. Nell'orto non abbiamo molte piante da frutto, ma solo alberi di limoni e d'arance, dalle quali ricaviamo la marmellata con una ricetta tipica del nostro monastero. Questa confettura non vendita, ma la doniamo al Papa, che la gradisce molto, e ai nostri benefattori. Abbiamo anche un giardino dove coltiviamo i fiori che mettiamo in chiesa per il servizio liturgico. Crescono soprattutto rose di due variet: ''Beatrice d'Este'', di color carne, e ''Giovanni Paolo II'', bianche e profumate. In maggio ogni settimana le mandiamo al Papa. Sappiamo che le gradisce molto''.

A chi sostiene che la clausura ormai anacronistica, madre Maria Sofia Cichetti risponde: ''Molto semplicemente la clausura una chiamata. una vocazione speciale che ci viene prima di tutto da Dio, il quale ci chiama a vivere pi intimamente con Lui. Non un separarsi o una fuga dal mondo, ma un ritirarsi per vivere pi uniti al Signore e a tutti i fratelli con la preghiera e con la carit spirituale. L'essenza del cristianesimo la carit, l'amore, ma sappiamo che l'amore si pu vivere in tanti modi. Noi lo viviamo in questa forma. Ci associamo a Ges, soprattutto nel mistero eucaristico, nel nascondimento, nel silenzio, nell'offerta e nell'immolazione al Padre pro mundi vita. Ma non per egoismo o per stare nel silenzio e nella tranquillit: questo sarebbe egoismo. Lo facciamo -conclude la badessa- per poterci donare meglio e di pi a Dio, sempre con un'ansia missionaria di carit e di amore. Posso dire che se vera vocazione, quella claustrale una vocazione bellissima, che d pace, gioia e felicit''.

(Sin/Ct/Adnkronos)