Immigrati: don Zappolini (Cnca), lettera aperta 'ai nostri fratelli neri'
Immigrati: don Zappolini (Cnca), lettera aperta 'ai nostri fratelli neri'

Roma, 13 gen. (Adnkronos) - Una ''lettera aperta ai nostri fratelli neri''. A scriverla, chiedendo ''scusa'' per i gravissimi fatti di Rosarno don Armando Zappolini, vicepresidente e coordinatore del Gruppo Internazionale del Cnca (Coordinamento nazionale Comunita' di accoglienza), che parte dall'esperienza personale di chi, impegnato in progetti di cooperazione e adozione a distanza nel Sud del mondo, ha pi volte sperimentato la disposizione all'accoglienza, l'ospitalit, la cordialit spontanea e gratuita di persone, comunit, villaggi che pure vivono condizioni assai difficili per fame, epidemie, conflitti di vario genere. Il testo verr tradotto in francese, inglese, arabo e swahili e inviato a reti e siti come ''Stranieri in Italia''.

''Caro fratello nero - scrive don Zappolini - io ti chiedo scusa.Le scene che abbiamo visto e le parole che abbiamo udito in questi giorni a Rosarno ci hanno riempito di amarezza e di vergogna. Cari fratelli neri - prosegue - a molti di noi e' capitato diverse volte in questi anni di essere accolti in villaggi e citta' nei paesi dai quali siete partiti per venire in Italia; progetti di volontariato e di cooperazione internazionale ci hanno dato l’occasione di apprezzare il calore della accoglienza e della generosit tipiche delle vostre culture. Il dono di un chicco di caff, l’acqua per lavare i piedi o le mani, un po’ di frutta e tante altre cose belle ci hanno dato il benvenuto dovunque siamo arrivati''.

''La ricerca di dignit e di libert - sottolinea don Zappolini - vi ha costretti a lasciare la vostra terra e a mettervi nelle mani della parte peggiore del nostro paese, quella dello sfruttamento e del razzismo, della schiavit e delle mafie. Ci sentiamo tanto in imbarazzo e non so con quale faccia torneremo da ora in poi nei vostri paesi. Per la verit, stiamo tentando da anni di arginare questa deriva di barbarie che sta umiliando l’Italia, ma forse finora non abbiamo fatto abbastanza. Ci vuole di pi! Ve lo promettiamo, mentre vi chiediamo scusa. Aiutateci, con il vostro coraggio - conclude - a non perdere la speranza''.

(Sin-Bis/Ct/Adnkronos)