Influenza A: Fazio, possibili altri picchi, scorte vaccino indispensabili
Influenza A: Fazio, possibili altri picchi, scorte vaccino indispensabili
il ministro, agito in base a principio di precauzione

Roma, 13 gen. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Le pandemie influenzali "sono per loro natura imprevedibili: al primo picco possono seguirne sovente un secondo e un terzo, le cui caratteristiche possono essere differenti per severit e complicazioni" dalla prima. "Non potendo escludere un ulteriore picco" di casi di virus A/H1N1 in Italia, "pertanto appare indispensabile mantenere le scorte" di vaccino pandemico. Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, rispondendo oggi al Question Time alla Camera.

Fazio, non senza enfasi, ha sottolineato che l'Italia ha agito in base al rispetto del principio di precauzione, per tutelare la salute dei cittadini in vista della pandemia influenzale. "Nel rispetto della decisione dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanit), che ha dichiarato a maggio il passaggio alla fase 6 di allerta pandemico, e dei dati epidemiologici allora disponibili - ha ricordato il ministro - nel luglio 2009 stato deciso di proteggere il 40% della popolazione italiana, per categorie prioritarie, dal rischio rappresentato dall'influenza A/H1N1". Una decisione - difesa con passione dal ministro - che rispondeva "al principio di precauzione, in base al quale - ha detto Fazio - i Governi devono mettere in essere tutte le iniziative per scongiurare potenziali, ancorch non certi, pericoli per i propri cittadini. In analogia a quanto si verifica con le costruzioni in territori sismici, che devono essere a prova di terremoto, anche se poi non si verificano gli eventi sismici".

L'operazione stata criticata in Aula dall'Italia dei valori, tutte le carte per avviare un’inchiesta parlamentare a livello europeo su un eventuale 'pressing' delle case farmaceutiche. Ma per Fazio non stata affatto eccessiva. "A fronte del 40% di copertura della popolazione prevista dall'Italia, altri Paesi come Francia, Regno Unito, Canada e Usa avevano previsto la copertura pressoch totale della popolazione. L'Italia stata la prima a prendere atto che, per ampie categorie di popolazione, era sufficiente l'uso di una dose di vaccino", e ad annullare met degli acquisti inizialmente previsti. "Di conseguenza il nostro Paese ha ordinato 24 mln di dosi, di cui solo 10 milioni prodotte e consegnate, a fronte dei 51 mln del Canada, 94 mln Francia, 50 mln della Germania, 54 mln del Giappone e 130 mln del Regno Unito". (segue)

(Mal/Ct/Adnkronos)