Sicurezza: Unipolis, il 77% degli italiani considera la criminalita' in aumento
Sicurezza: Unipolis, il 77% degli italiani considera la criminalita' in aumento
Dato in diminuzione dal 2007 (88%), cresce il divario tra realta' e percezione

Milano, 13 gen. - (Adnkronos) - Tre italiani su quattro (il 77% della popolazione) considerano in aumento i fenonomeni legati alla criminalit nel nostro Paese. Un dato che, seppur elevato, risulta in diminuzione rispetto al 2007 (quando la percentuale registrata era dell'88%). Cresce, invece, la distanza tra la realt e la sua percezione dovuta soprattutto a una "tv che fa paura", un'anomalia italiana per una rappresentazione mediatica dei fatti che appare sempre pi lontana dalla dimensione effettiva dei problemi. E' quanto emerge dal terzo rapporto sulla sicurezza in Italia, condotto da Demos e dall'osservatorio di Pavia per la fondazione Unipolis, presentato oggi a Milano.

Dall'indagine, condotta nel 2009 su un campione rappresentativo della popolazione italiana (2.600 persone di et superiore ai 15 anni), si registra un rallentamento nella percezione dei fenomeni criminali. In particolare scende al 37% il numero di quanti percepiscono un aumento della criminalit nella propria zona di residenza, una dato in diminuzione di tre punti rispetto al 2008 e di quindici rispetto al 2007. Diminuisce, inoltre, la percentuale di coloro sono preoccupati per l'eventualit di subire un furto in casa (dal 23 al 16% in due anni), di subire un'aggressione o una rapina (oggi al 13%, in calo di sette punti), oppure di essere vittima di scippi o borseggi (14%).

Nonostante tutto, otto persone su dieci (79%) sono a favore per un incremento della presenza di polizia sulle strade e nei quartieri: emerge inoltre una maggiore disponibilit rispetto al passato a sacrificare parte della propria 'privacy' al fine di mantenere l'ordine e la sicurezza. L'86% degli intervistati accetta di esporsi al controllo delle telecamere sulle strade e in luoghi pubblici, mentre un italiano su tre (29%) renderebbe pi facile per le autorit leggere posta o intercettare telefonate senza il proprio consenso. (segue)

(Mom/Pn/Adnkronos)