Toscana: Consiglio regionale chiede nuova pianificazione investimenti servizio idrico (2)
Toscana: Consiglio regionale chiede nuova pianificazione investimenti servizio idrico (2)

(Adnkronos) - Dal quadro di indagine, discende una serie di proposte per “una nuova pianificazione regionale degli investimenti”. La tariffa “non basta pi a coprire gli investimenti per le grandi infrastrutture idriche”. Per rendere la tariffa sostenibile e non aumentarla, “occorrerebbe impegnare una quota derivante dalla fiscalit generale nazionale e regionale”. Si propone anche una soluzione al conflitto di interessi dei Comuni nel Sistema idrico integrato, con “specifiche regole di governance e un contemporaneo rafforzamento degli strumenti di controllo e regolazione delle Aato a livello regionale”.

La creazione di uno strumento di controllo pubblico a scala regionale, “una autorevole Autorit regionale pubblica che abbia le funzioni di vigilanza, regolazione, controllo e sanzionamento attualmente in carico alle autorit di ambito”. E, ancora, si propone la creazione di una Autorit nazionale per la regolazione del servizio idrico, con sede a Firenze; l’avvio di una riforma che riduca le sovrapposizioni di ruoli e competenze, coordini e faccia regia con soggetti ed enti che si occupano di pianificazione, autorizzazione e controlli nel settore delle acque; l’aggiornamento del sistema tariffario, per “consentire una maggiore snellezza nella revisione del Piano d’Ambito, incidendo il meno possibile nel piano degli interventi, e favorire nella costruzione della tariffa la tutela delle fasce deboli”, comprese le famiglie numerose in difficolt, “che oggi scontano il paradosso di essere penalizzate in ragione dei maggiori volumi di consumi”; la misurazione della qualit del servizio: spesa, andamento degli investimenti, miglioramento dello stato delle infrastrutture e dei livelli di servizio, prestazioni all’utenza”.

Infine, si propone “la costituzione in tutti gli Ato della Toscana di commissioni conciliative miste fra gestori e autorit di ambito territoriale ottimale”, partecipate dalle associazioni dei consumatori, quale strumento idoneo alla tutela stragiudiziale dei diritti degli utenti, estendendo, come suggerito dal Difensore Civico regionale, l’esperienza in atto nell’Ato 3 Medio–Valdarno; una “riforma della normativa nazionale di riferimento per il servizio idrico integrato, necessaria per un successivo immediato intervento legislativo a carattere regionale”.

(Red-Xio/Ct/Adnkronos)