Ue: smacco per Barroso, con dimissioni Jeleva slitta nuova commissione/ Riepilogo
Ue: smacco per Barroso, con dimissioni Jeleva slitta nuova commissione/ Riepilogo
voto solo il 9 febbraio a Strasburgo dopo audizione Georgieva

Bruxelles, 19 gen. - (Adnkronos/Aki) - (di Giovanni Del Re) - Nel 2004 tocc a Rocco Buttiglione, adesso alla bulgara Rumiana Jeleva. E' stato davvero un brutto 'dej vu', e una pessima giornata, per la Commissione Europea, e soprattutto per il suo presidente Jos Manuel Barroso, ansioso di poter finalmente far partire il suo secondo esecutivo. Jeleva, commissario designato agli Aiuti umanitari, membro del Ppe, dopo giorni di fuoco incrociato al Parlamento Europeo da parte di Socialisti, Liberali e Verdi, ha gettato la spugna, rinunciando all'incarico. Risultato: il voto del Parlamento Europeo sulla Commissione Europea slitta dal 26 gennaio al 9 febbraio, sempre che non vi siano altri colpi di scena. Un altro ritardo, dopo quello provocato lo scorso autunno dal presidente ceco Vaclav Klaus, che per settimane ha rifiutato di firmare, ultimo paese, la legge di ratifica del Trattato di Lisbona rinviandone l'entrata in vigore. La nuova Commissione avrebbe dovuto essere in carica gi a novembre, siamo arrivati a febbraio.

Tanto pi che oggi si erano chiuse le audizioni di tutti i candidati, in tempo per votare la prossima settimana. Il portoghese aveva sperato fino all'ultimo che non si sarebbe arrivati a queste dimissioni, invece oggi l'ha spuntata la coalizione di centro-sinistra 'anti-Jeleva', sullo sfondo di una faida tutta interna alla politica bulgara. L'annuncio avvenuto questa mattina, dopo una settimana di pesanti attacchi. "Non ritengo - ha dichiarato Jeleva - di poter contare su un atteggiamento imparziale e un apprezzamento obiettivo" da parte del Parlamento Europeo. Poco prima il capogruppo dei Socialisti e Democratici, Martin Schulz, l'aveva nuovamente esortata a dimettersi. Dopo l'annuncio di Jeleva, il tedesco ha definito il gesto "inevitabile e prevedibile".

Per Barroso, che ancora venerd scorso aveva difeso a spada tratta la bulgara, inviata dal nuovo premier di centro-destra a Sofia Boyko Borisov, in sostanza uno smacco. In effetti fin da quando il nome di Jeleva era circolato, durante l'estate, come probabile candidato commissario erano cominciate polemiche e attacchi. Che la signora, moglie di un manager di una banca accusata dalla stampa bulgara di contatti con la mafia, avrebbe avuto problemi era prevedibile. "E' una debacle - ha tuonato il copresidente dei Verdi Europei Daniel Cohn-Bendit - che dimostra che Barroso non padrone della situazione". (segue)

(Gdr/Zn/Adnkronos)