Ricerca: da Rubbia a AAA, fisico italiano 'sfonda' con impresa europea/Adnkronos
Ricerca: da Rubbia a AAA, fisico italiano 'sfonda' con impresa europea/Adnkronos
Stefano Buono, cosi' scienza e business binomio possibile in Italia

Roma, 19 mar. (Adnkronos) - (di Andreana d'Aquino) - Ha prima mosso i suoi passi nella scienza come fisico delle particelle al Cern di Ginevra dove, a inizi Anni '90, ha collaborato alle avventure del Nobel Carlo Rubbia, poi Stefano Buono, ricercatore di base con cervello business oriented, nel 2001 ha lasciato il gotha della fisica e, nel 2002, ha fondato la AAA, un'azienda tutta sua di diagnostica e terapia molecolare. Un'impresa che oggi diventata un Gruppo europeo da 24 milioni di euro di fatturato nel 2009 e che ha appena acquisito una partecipazione in Atreus Pharmaceuticals, start-up privata del settore bio-farmaceutico di Ottawa, in Canada, con un’affiliata negli Stati Uniti e al 5% partecipata anche dalla Stanford University. Acquisizione da 6 mln di dollari in 2 anni.

Con la sua AAA (Advanced Accelerator Applications), il fisico Stefano Buono, Ceo e presidente del Gruppo, racconta all'ADNKRONOS come dalle provette al business il passaggio sia "possibile" anche in Italia, dove non sempre si riesce a coniugare ricerca con profitti di mercato e dove, per questo, si finisce col vedere la scienza fatta solo da cervelli con voglia di fuggire. "Tradurre la ricerca di base in ricerca applicata fino al prodotto d'impresa possibile, certo servono idee ed una mentalit concreta" spiega Buono. Che per sottolinea subito un gap tutto italiano: "Da noi manca il trasfert tecnologico pubblico. Un ricercatore italiano rischia anche di doversi pagare da solo un suo brevetto".

"In Francia, ad esempio, -spiega ancora Buono- ogni brevetto preso da un ricercatore in un contesto di ricerca pubblico viene accompagnato da un'istituto di transfert tecnologico, facendo rientrare in casa i profitti derivati dalla ricerca di base. Da noi, invece, bisogna cercare un partner industriale. Questo limita la crescita economica dei centri di ricerca". "Certo -aggiunge- avere un'idea solo il 5% del percorso, poi bisogna fare molto altro per arrivare al prodotto applicato al mercato". E Buono questo 'molto altro' lo ha messo sul piatto. (segue)

(Ada/Zn/Adnkronos)