A.Merloni: Cgil Umbria, la vertenza non puo' andare in vacanza
A.Merloni: Cgil Umbria, la vertenza non puo' andare in vacanza

Perugia, 4 ago. (Adnkronos/Labitalia) - Il messaggio chiaro: non si pu perdere tempo, anche in agosto bisogna lavorare in tutte le direzioni per sbloccare una delle vertenze pi pesanti del Paese per numero di lavoratori coinvolti e per le ricadute che rischia di avere sul territorio. E' il messaggio lanciato dalla Cgil Umbria stamattina, in una conferenza stampa tenuta presso la Camera del Lavoro di Perugia. "Ci rivolgiamo alle due controparti che il sindacato e i lavoratori della Merloni hanno in questa vertenza –ha detto l segretario generale della Cgil dell'Umbria Mario Bravi– ovvero il Governo nazionale e la Confindustria. Il primo, che non ha nemmeno un ministro delle Attivit produttive, completamente assente e non sta muovendo un dito per una vertenza tra le pi drammatiche del Paese. La seconda, in particolare quella umbra anch'essa inspiegabilmente alla finestra e non ha nemmeno preso parte al tavolo che la Regione ha costruito lo scorso 27 luglio per affrontare la vertenza".

Bravi ha indicato i tre tasti da premere per uscire dal pantano di una situazione sempre pi critica. Primo: emanare un nuovo bando per l'acquisto, in modo che se vi sono soggetti realmente interessati alla Merloni (ma su questo il sindacato nutre forti dubbi), escano allo scoperto. Secondo: attivare l'accordo di programma siglato ad Ancona lo scorso marzo con gli obiettivi fondamentali della reindustrializzazione dell'area e della salvaguardia dei livelli occupazionali (3mila i posti a rischio su 70mila abitanti della fascia appenninica umbra). Terzo: sfruttare le nuove risorse che arriveranno dalla Ue con l'inserimento del territorio di Nocera Umbra tra le aree ammissibili agli aiuti a finalit regionale ("e qui sono le imprese che devono battere un colpo", ha detto Bravi).

"Non si possono continuare a illudere i lavoratori –ha detto Francesco Giannini della Fiom Cgil di Perugia– le voci sull'arrivo dei cinesi, dei turchi, degli americani o degli italiani lasciano il tempo che trovano. Noi vogliamo invece ragionare sui fatti e i fatti sono che c' un accordo di programma da attivare e da riempire di contenuti che permettano di creare lavoro e reindustrializzazione. Per questo chiediamo che Confindustria umbra, come sta facendo quella marchigiana, partecipi ai tavoli e stimoli gli imprenditori a prendere iniziative". (segue)

(Lab/Ct/Adnkronos)